La dinamica della ruote alte made in China stupisce: resta vicina alla sportiva doc Nissan finché non mollano batteria e freni

La NIO ES6 è arrivata in commercio in Nord Europa la scorsa estate. Per mostrare il proprio potenziale si è recata di recente al Nurburgring, mettendosi alla prova su uno dei circuiti più impegnativi al mondo.

La Casa cinese non è nuova a imprese del genere, visto che già con la supercar elettrica EP9 corse all’Inferno Verde stabilendo il record sul giro per auto a zero emissioni (poi battuto dalla Volkswagen ID.R).

Se non fosse per i freni…

Durante il giro sul circuito tedesco, la NIO ES6 è riuscita a tener testa addirittura a una Nissan GT-R, alla quale ha lasciato strada solo per un problema ai freni. Come spiega il conducente nel video che è stato girato per l’occasione, infatti, l’auto ha dovuto fare i conti con il surriscaldamento dell’impianto frenante già da metà giro.

Il motivo? Il controllo elettronico della stabilità, leggendo frequenti perdite di aderenza tipiche della guida al limite, ha azionato le pinze freno in continuazione arrivando a innalzare le temperature e a ridurre le prestazioni.

Il cosiddetto fading dei freni è un problema tipico delle auto elettriche, ed è conseguenza anche del peso solitamente maggiore delle vetture a batteria. Anche perché, sfruttando in condizioni normali la frenata rigenerativa, di solito le auto a zero emissioni hanno anche impianti dimensionati in modo diverso dalle vetture termiche.

C’è anche un taglio di potenza

Tornando al giro della ES6, a metà percorso il conducente ha iniziato a lamentarsi anche del fatto che l’elettronica stava tagliando la potenza erogata. Il riscaldamento della batteria e l’eccessivo consumo di energia, infatti, hanno portato le centraline ad attivare una sorta di modalità di protezione che ha abbassato la velocità massima a 150 km/h.

Poco dopo, forse grazie al fatto che la batteria è stata sufficientemente raffreddata, è sembrato che l’auto tornasse a esprimere il massimo delle prestazioni. Nulla da eccepire, invece, a livello di telaio. “Tirando le somme – ha detto il conducente – l’assetto è davvero buono, ti fa sentire sicuro e in controllo anche su un circuito come questo, dove ci sono evidenti cambi di pendenza”.

La NIO ES6 ha iniziato il giro sul circuito con la batteria al 58% (247 km di autonomia residua) e ha terminato al 29% (124 km di autonomia residua). Un risultato migliore delle aspettative, considerando anche che la batteria ha ridotto le prestazioni dopo 10 km e non dopo soli 3 o 4 come ci si sarebbe aspettato. La Tesla Model 3 Performance, per citare un’altra elettrica che ha corso al Nurburgring, in un video completamente slegato da questo, ha fatto un giro di pista partendo con il 91% e terminando con il 56%.