Più energia pulita, significa anche più minerali. Alcuni esempi? Le quantità richieste da un’auto elettrica sono sei volte maggiori rispetto a un’endotermica; addirittura nove per un impianto eolico rispetto a uno a gas. L’Agenzia internazionale dell'Energia (Iea) lancia però un allarme: “Oggi, i dati mostrano una discrepanza tra le ambizioni climatiche mondiali e la disponibilità di minerali critici, essenziali per realizzare gli obiettivi fissati”, spiega il direttore esecutivo Fatih Birol.

Come risolvere? Nel suo rapporto “The Role of Critical Minerals in Clean Energy Transitions”, l’Agenzia fa sei raccomandazioni ai responsabili politici per evitare i cosiddetti colli di bottiglia.

Trenta volte di più

Il report viene definito come lo studio globale più completo realizzato finora sull’importanza che rame, litio, nichel, cobalto e terre rare hanno nella transizione ecologica. Le prospettive sulla domanda e la vulnerabilità dell’offerta di questi minerali è diversa per ciascuno di essi, ma da qui al 2040 la quantità utilizzata di queste risorse sarà in media sei volte di più rispetto a quella attuale. Per le sole auto elettriche, la moltiplicazione va fatta almeno per trenta.

A pesare è anche la diversa distribuzione: a differenza del petrolio, un elemento presente in molte parti del mondo, questi minerali sono concentrati in una manciata di Paesi. Basti pensare che i primi tre produttori al mondo rappresentano da soli più di 75% delle forniture globali. Fra questi, c'è il Cile, dove il Colosso SQM sta cercando di essere più solidale con le comunità locali di minatori.

Cobalto e Nickel

“Se non affrontate, queste vulnerabilità potrebbero rendere il processo verso un futuro a energia pulita più lento e costoso, ostacolando gli sforzi internazionali per combattere i cambiamenti climatici”, avverte ancora Birol. “Le sfide non sono insormontabili, ma i Governi devono dare segnali chiari su come intendono portare avanti i loro impegni. Agendo ora e insieme, possono ridurre significativamente i rischi di volatilità dei prezzi e interruzioni dell'offerta”. Intanto, l’Europa sta preparando il piano per sganciarsi dalle forniture di litio della Cina.

Le sei proposte

Siccome prevenire è meglio che curare, ecco le sei proposte che la Iea fa a tutti i responsabili politici del mondo:

  1. favorire gli investimenti in diverse fonti energetiche e lanciare un segnale forte verso la transizione ecologica;
  2. fare ricerca e sviluppo su tecnologie che permettano sia di usare le risorse in modo più efficiente, che sostituire i materiali e sbloccare nuove forniture;
  3. promuovere il riciclo per i prodotti a fine vita, sostenendo le attività di raccolta e smistamento, e finanziare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie in materia;
  4. migliorare la resilienza delle catene di approvvigionamento dei vari minerali, prevedendo risposte a eventuali interruzioni. Per esempio, accantonando delle scorte;
  5. incentivare performance ambientali e sociali più elevate per aumentare la produzione sostenibile e responsabile, riducendo i costi. L'idea è che se i player verranno premiati dal mercato, l'offerta aumenterà;
  6. definire un quadro internazionale per coordinare le politiche tra i produttori.

Quest’iniziativa, secondo l'Agenzia, dovrebbe comprendere azioni per:

  • fornire dati affidabili e trasparenti;
  • valutare periodicamente le potenziali vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento e mettere in pratica delle risposte comuni;
  • scambiare le conoscenze per diffondere pratiche di sviluppo sostenibili e responsabili;
  • rafforzare gli standard ambientali e sociali per garantire condizioni di parità.