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Strani movimenti nella terra del cobalto: che succede in Congo?

Si parla di un possibile blocco dell'export di materie prime ma i precedenti suggeriscono che potrebbe essere solo una boutade

Una miniera di rame

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

2 giu 2021 alle 13:22

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Il mondo dell’auto elettrica guarda con grande attenzione a quello che succede nella Repubblica democratica del Congo (RDC), Paese chiave per le materie prime destinate alle batterie, dove sembra che le esportazioni di cobalto e rame concentrati potrebbero essere soggette a nuovi vincoli.

La notizia, riportata dai principali siti d'informazione in ambito minerario è stata confermata a Fastmarkets da tre aziende del settore, che riferiscono di aver ricevuto un avviso firmato da Bernard Bosele Pilipili, direttore provinciale delle dogane e delle accise nella provincia del Katanga.

Precedenti rassicuranti

Nell’ordine, diffuso nei giorni scorsi dalle autorità, si parla di un blocco delle esportazioni, ma non è ancora chiaro se o quando entrerà in vigore, perché la data di applicazione non è indicata e i camion stanno ancora superando i confini del Paese. 

Una possibile spiegazione alla vicenda potrebbe trovarsi nell’iniziativa lanciata a inizio aprile, che vede l’Entreprise generale du cobalt (Egc) diventare monopolista di Stato sull’acquisto del cobalto estratto a mano, con gli obiettivi di mettere la parola fine alle esportazioni illegali e regolarizzare i lavoratori. In ogni caso, non è la prima volta che il Congo minaccia il mercato, ma i precedenti hanno sempre dato ragione alla diplomazia.

Mining rame, copper

Un primo divieto ad esempio era già scattato nel 2007, seguito da altri tentativi nel 2010 e nel 2013, ma le decisioni erano state sempre revocate. L’ultima vota è stato però imposto un aumento sulle tasse dell’export. Progetti simili sono stati discussi anche nel 2015, 2016 e 2019. Due anni fa, il provvedimento era stato anche approvato, ma annullato dopo un solo mese di vita.

In media stat virtus

È molto difficile immaginare che il Congo possa rinunciare alla ricchezza del suo sottosuolo e viene da pensare che l'obiettivo possa essere quello di forzare un po' la mano prima di chiedere una revisione delle royalties sull’export. Le previsioni future sul mercato non fanno che confermare la linea più prudente.

Mining cobalto

Secondo il colosso minerario Glencore, infatti, la produzione delle materie prime nel mondo raddoppierà entro il 2025, essenzialmente per effetto della domanda legata alle auto elettriche e all'elettronica in generale. Materie prime critiche e terre rare saranno fondamentali anche per fermare i cambiamenti climatici e la Cina, principale acquirente, è avanti a tutti sull’approvvigionamento del rame.

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