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Renault progetta un maxi-polo da 400.000 auto elettriche all'anno
L'hub EV nascerebbe dalla "fusione" di tre stabilimenti della Casa nel nord della Francia. Sarebbe la culla di Megane elettrica, R4, R5

Filippo Einaudi 
Di: Filippo Einaudi
3 giu 2021 alle 11:35
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Renault spinge sull’elettrificazione: tra le prime a lanciarsi nel campo delle zero emissioni, ora si proietta nel futuro con rinnovata energia. E per dare seguito a quanto annunciato da Luca De Meo nella conferenza in cui la Casa ha presentato la strategia Renaulution, ha deciso di dare vita a un nuovo polo produttivo per veicoli elettrificati che sorgerà nel nord della Francia. Servirà per rispondere alle crescenti richieste dei mercati europei.
Renault avrebbe intenzione di unire tre stabilimenti già esistenti – Douai, Maubeuge e Ruitz – creando una nuova società con una propria personalità giuridica (ma chiaramente ancora interamente controllata dalla Casa madre).
Volumi enormi
Con questa operazione, secondo Automotive News Europe, Renault punterebbe alla creazione di un hub per veicoli elettrici e ibridi in grado di produrre 400.000 auto all’anno. Inoltre, questo nuovo polo produttivo servirebbe per arrivare al tanto ambito veicolo elettrico da meno di 20.000 euro che De Meo ha annunciato di voler fare in tempi brevi per affacciarsi da leader sul mercato a zero emissioni del futuro.
Dopo la Zoe, che è stata l’elettrica più venduta d’Europa nel 2020, infatti, serve un’auto per le masse, che sia competitiva nei confronti di concorrenti sempre più agguerriti e che sia anche accessibile dal punto di vista del prezzo. Se le premesse sono la Renault 5 e la Renault 4, che possono far leva sul fascino di apprezzatissimi modelli del passato, è facile che la Casa centri gli obiettivi.

Gli impegni con Macron
Renault, al momento, non ha rilasciato alcuna informazione ufficiale riguardo alla questione. Le fonti che hanno reso nota la vicenda, dal canto loro, hanno anche spiegato che la riorganizzazione dei siti produttivi e la loro conversione in una società autonoma aprirebbe la strada alla ridiscussione dei contratti e delle condizioni di lavoro. Uno degli aspetti più sensibili della vicenda.
Renault, che ha chiuso il 2020 con una perdita di 8 miliardi di euro, ha ricevuto un finanziamento statale di 5 miliardi per uscire dalla crisi. Ma Emmanuel Macron, voce del principale azionista della Casa (la Francia, appunto), chiede con insistenza garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. Secondo la Casa, proprio un nuovo polo produttivo, responsabile della produzione di altri modelli (come ad esempio la Renault Megane elettrica, che nascerà a Douai) o di componenti chiave (come le batterie che escono dalle linee di Maubeuge), sarebbe indispensabile anche per garantire la tenuta occupazionale.
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