La Polestar 2 diventa "bestiale" con l'assetto sportivo e 476 CV
La Casa porta a Goodwood una versione sperimentale e incattivita della sua berlina elettrica
All’edizione 2021 del Goodwood Festival of Speed, che inizia oggi 8 luglio e che durerà fino a domenica 11, si è presentata una Polestar 2 molto speciale. Si tratta di una versione sperimentale dell’elettrica svedese realizzata su specifica richiesta del Ceo del brand Thomas Ingenlath, che ha chiesto a tecnici e ingegneri di esplorare nuove soluzioni legate alla mobilità a zero emissioni.
Polestar, nata come brand per le Volvo sportive e poi evoluta in marchio a sé stante concentrato sulla realizzazione di modelli elettrici o elettrificati improntati alle performance, a Goodwood ha portato una versione della “2” davvero cattiva.
Si arriva a 476 CV
L’auto, dal punto di vista meccanico, è derivata dalla versione spinta da due motori suddivisi uno per asse, ma raggiunge ora una potenza massima di 476 CV. Più aggressiva anche nell’aspetto, la Polestar 2 che ha affrontato la famosa salita britannica si riconosceva anche per carreggiate allargate di 10 mm per lato, assetto ribassato di 25 mm con molle più dure dell’80% all’anteriore e del 40% al posteriore e ammortizzatori regolabili Ohlins più rigidi del 30%. Restando sull’assetto, l’auto adotta anche una barra duomi anteriore in fibra di carbonio derivata dalla Volvo S60 Polestar Engineered.
L’auto portata a Goodwood aveva anche nuovi cerchi da 21” con pneumatici Pirelli PZero Rosso 275/30 R21 e impianto frenante potenziato. Fornito da Akebono, all’anteriore presentava le stesse pinze a sei pistoncini della Polestar 1, l'ammiraglia ibrida del marchio.
"Altamente emozionante"
“Ho sfidato i team di progettazione e ingegneria, gli ho chiesto di spingere al massimo le potenzialità della Polestar 2 per portare a Goodwood qualcosa di altamente emozionante – ha detto Thomas Ingenlath - Per alcuni mesi mi sono divertito a guidare un'altra Polestar 2 sperimentale, soprannominata "Bestia". La usavo all’interno del nostro campus di Goteborg: da quella abbiamo tratto ispirazione per il modello portato qui in Inghilterra”.
Oltre alle modifiche a telaio e meccanica, la Polestar 2 sperimentale vista a Goodwood (dove è arrivata anche la LMPH2G, vettura a idrogeno per gare endurance) aveva anche paraurti diversi, dal disegno più aggressivo, appendici aerodinamiche specifiche e una colorazione bianca con una banda opaca che attraversava l’auto longitudinalmente per tutta la sua lunghezza.
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