L'ecosistema è l'unica strada per l'auto elettrica
Per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione serve una maggiore comunione d'intenti: la tavola rotonda Accenture-Free2Move alla Cop26
Al netto delle criticità legate agli accordi firmati e non firmati, la Cop26 è stata teatro anche di interessanti dibattiti sullo sviluppo della mobilità sostenibile, tra cui una tavola rotonda sulla collaborazione intersettoriale per la eMobility, organizzata da Accenture e Free2Move.
L’evento è stata occasione per discutere su come le partnership tra privati ed enti pubblici siano la carta migliore da giocare per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di elettrificazione che gli Stati e l’industria si stanno dando.
Da soli non funziona
I target sono stati ricordati da Sandra Tuzlic, Managing Director – Utilities, Connected Energy Global Lead di Accenture: 30% di veicoli elettrici e 3,5 milioni di infrastrutture per la ricarica entro il 2030 in Europa, con gli Stati Uniti che si muovono su un percorso simile.
“Ma oggi – lamenta Tuzlic – i numeri sono dieci volte più bassi. Chiediamo perciò agli Stati di superare certe barriere e migliorare l’esperienza di ricarica degli automobilisti, che non è delle migliori, perché le colonnine sono difficili da trovare e complicate da usare. In più, servono diverse app”. Ecco perché “la collaborazione è importante”, visto che “Stati o compagnie da soli possono soddisfare la domanda”.
L’ecosistema di partner
Concorda Brigitte Courtehoux, ceo di Free2Move, che dice la sua su una possibile soluzione che renda la vita più facile agli automobilisti EV: una “ecosystem partnership che crei le stazioni di ricarica. Se vogliamo avere una rete veloce – continua la numero uno della mobility tech company della galassia Stellantis –, non basta l’impegno degli energy provider, ma servono tanti investitori”. In poche parole, si torna al mantra “bisogna collaborare”.
Poi, Courtehoux lancia l’idea di creare “una card e un’app per ricaricare presso tutti i diversi cpo e offrire ai clienti dei pacchetti per utilizzare energia verde”. E tutto questo “non si può fare da soli”. Ancora una volta, l’appello è a fare squadra.
Il compito degli Stati
Ma un ruolo centrale spetterà agli Stati. Ne è sicuro Roy Williamson, Senior EV Industry Expert & Advisor, che propone un modello di collaborazione tra pubblico e privati in cui le aziende “sono lasciate libere di operare sul mercato, mentre i Governi intervengono nei punti critici”.
Quali? Per esempio, le zone in cui le imprese trovano meno conveniente investire, come le aree rurali. Compito degli Stati è anche “educare il cittadino alla nuova mobilità, perché regala un’esperienza nuova a cui bisogna preparare le persone”.
È d’accordo Arjan van der Eijk, ceo Innogy eMobility Solutions, che aggiunge una postilla: la collaborazione deve esserci anche tra i vari livelli degli enti pubblici, attraverso semplificazione delle regole e coordinamento. Al contrario, il raddoppio delle procedure, che a volte si crea, “richiede tempo e scoraggia gli operatori”.
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