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Il Governo mette 2,2 mld sui settori strategici: EV e batterie ci sono
Automotive e Gigafactory, ma anche rinnovabili: il Mise mette in campo le risorse per il lavoro nelle filiere chiave della transizione

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
7 gen 2022 alle 18:21
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Dopo aver escluso gli incentivi all'acquisto dalla legge di Bilancio 2022, il Governo prova in qualche modo a rimettere il settore dell'auto lì dove dovrebbe essere, al centro delle politiche industriali del Paese. In attesa di azioni più risolute è questo quello che si evince dall’annuncio dell’ultimo stanziamento di risorse appena pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico (Mise).
È con 2,2 miliardi di euro che l'esecutivo cerca di sostenere la “competitività delle filiere industriali strategiche del Paese”, fra le quali rientrano automotive, batterie, rinnovabili e tutela dell’ambiente, insieme a microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, ma anche turismo, design, moda, arredo e agroindustria. Insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Dalle Gigafactory all’eolico
La cifra, spiegano dal Mise, comprende 450 milioni previsti dalla Manovra, da sommare alle risorse del Pnrr, pari a 750 milioni di investimenti riservati in “digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy”, più 1 miliardo nelle “principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico”.
L’obiettivo dichiarato è quello di “realizzare almeno 40 nuovi progetti d’investimento su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo nei settori”.

Il lavoro al centro
Più nel dettaglio, ogni progetto dovrà essere “funzionale alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento di imprese appartenenti a filiere strategiche che siano in grado di aumentare la produttività e la crescita economica del Paese oltre che generare un impatto positivo sull’occupazione”.
Nei casi in cui dalla “realizzazione del programma di sviluppo sia previsto un incremento occupazionale”, il Ministero richiede alle “imprese che presenteranno richiesta di accesso agli strumenti agevolativi” di “impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise”.
“Segnale ai lavoratori”
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha spiegato che “lo strumento dei Contratti di sviluppo è stato ridisegnato proprio con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di progetti d’investimento che favoriscono la reindustrializzazione e la valorizzazione del nostro patrimonio industriale, incentivando programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico che sono la chiave per vincere la sfida della transizione digitale e green”.
“In quest’ottica – ha concluso il titolare del Mise – abbiamo anche voluto dare un segnale chiaro e concreto ai lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”.
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Fonte: Mise
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