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Ore cruciali per l'auto in Italia: l'appello del mondo elettrico

Motus-E, Adiconsum, Anfia e altre esortano il governo ad adottare misure a sostegno della transizione. Stamani incontro tra i ministri

Il ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti

Sono ore cruciali per il futuro dell’automotive in Italia. Auto elettrica inclusa. Le associazioni di settore sperano che l’incontro di oggi a Palazzo Chigi porti ad azioni concrete a sostegno della mobilità a zero emissioni. Per sollecitare la messa in campo di misure e interventi, Motus-E, Adiconsum, Anfia, Anie, Assofond, Class Onlus e Ucimu hanno diramato una nota congiunta.

Stamattina, infatti, si tiene un vertice per fare il punto della situazione che, secondo quanto riportato da Radiocor, vede coinvolti i ministri dell'Economia Daniele Franco, delle Infrastrutture Enrico Giovannini, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Presente per il Mite il capo della segretaria tecnica.

Le proposte al governo

Nell’appello al governo per un piano strutturale di sostegno alla transizione ecologica, le associazioni hanno avanzato una serie di proposte concrete.

  • Prosecuzione dell’ecobonus nel triennio 2022-24, con progressiva rimodulazione degli incentivi nel tempo
  • Interventi per le infrastrutture di ricarica private: prosecuzione del credito di imposta del 50% per le utenze domestiche, le Pmi e le partite Iva; misure per lo sviluppo della ricarica all’interno dei condomini; inclusione delle spese per la ricarica nei sistemi di welfare aziendale (come avviene per le carte carburante); previsione di una specifica tariffa elettrica dedicata alla mobilità privata simile a quella domestica.
  • Misure a sostegno della riconversione industriale e dei lavoratori che aiutino le imprese nella transizione e mantengano la filiera competitiva.
 

Si chiede un cambio di rotta

Motus-E, nel diffondere la nota sul proprio canale LinkedIn, sottolinea come “dall’approvazione della Legge di Bilancio non siano ancora state prese misure adeguate per i veicoli, le Infrastrutture e la transizione delle imprese: tre pilastri indispensabili e strettamente connessi tra loro per un adeguato Piano di Sviluppo della Mobilità Elettrica”.

L’associazione pone l’accento anche sul fatto che “il nostro Paese è l’unico a non sostenere con azioni concrete il passaggio alla mobilità elettrica” ed esorta quindi a un deciso cambio di direzione.