Non solo incentivi: il Governo interviene anche su colonnine e chip
Con il decreto Bollette l'esecutivo conferma il contenimento dei costi per le ricariche pubbliche e finanzia il settore semiconduttori
Non ci sono solo gli incentivi auto e il maxi fondo per la transizione ecologica dell'industria tra le misure approvate dal Governo per sostenere il settore auto. Nel decreto Bollette varato dal Consiglio dei ministri spuntano infatti anche due interventi sulle colonnine di ricarica e i chip.
Ricarica meno cara
Accanto agli incentivi, sul fronte ricarica pubblica, l'esecutivo replica in particolare quanto avvenuto nel primo trimestre dell'anno, dando all'Autorità per l'Energia il compito di annullare anche per il periodo aprile-giugno le aliquote relative agli oneri generali di sistema per le utenze oltre i 16,5 kW per la ricarica alle colonnine delle auto elettriche.
Un intervento che ha l'obiettivo di limitare i rialzi che a cascata stanno incidendo già sui costi finali per gli automobilisti. In prospettiva, come ci ha anticipato la stessa Arera, arriveranno poi delle azioni finalizzate ad abbassare in modo strutturale l'esborso per le ricariche pubbliche.
Capitolo chip
Passando ai semiconduttori, la cui difficile reperibilità ha creato enormi problemi all'industria dell'auto, il decreto Bollette stanzia un fondo per “promuovere la ricerca e lo sviluppo” dei microprocessori, la costruzione di nuovi stabilimenti produttivi e la conversione di impianti già esistenti.
Per il piano verrà messo sul tavolo uno stanziamento su base annuale dal 2023 al 2030. Maggiori dettagli arriveranno con un Dpcm che Palazzo Chigi dovrà adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del teso.
“È chiaro che questo non fa riferimento soltanto alla dimensione industriale, ma anche a una dimensione strategica, cioè l’autonomia dell’Italia e dell’Europa per dei componenti che sono fondamentali non solo all’automotive, ma in tantissimi strumenti di uso quotidiano”, è il commento di Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico.
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