Elon Musk aggiusta il tiro sui licenziamenti Tesla e conferma che tra 12 mesi il numero di dipendenti della Casa americana sarà maggiore di quello attuale. Lo dice su Twitter, in risposta a un utente che aveva affermato in un post che le previsioni da qui a un anno erano addirittura di una crescita.

“L’organico totale aumenterà – ha scritto Musk sul social network – ma gli stipendi dovrebbero rimanere stabili”. Cosa significa? Venerdì, in un’altra mail ai dipendenti, Musk avrebbe scritto che Tesla ridurrà l’organico salariato del 10%, poiché ci sono figure in eccesso, ma che “il personale orario aumenterà”. Non esattamente una questione lineare.

Ci si prepara alla recessione?

Qualcosa di grosso bolle in pentola, stando alla frequenza con cui Elon Musk affronta le questioni legate ai lavoratori Tesla, anche in maniera un po' goffa. Mercoledì scorso, il ceo della Casa aveva scritto ai dipendenti che chi non si fosse presentato regolarmente al lavoro per 40 ore settimanali sarebbe stato considerato dimissionario e sarebbe stato defalcato dall’organico.

Il giorno dopo, nella famosa mail che ha portato il titolo a perdere il 9,2% in Borsa, ha aggiunto che Tesla licenzierà il 10% dei lavoratori nei prossimi 12 mesi. Venerdì, come detto, ha dato maggiori dettagli spiegando che ci saranno meno dipendenti e più collaboratori ma che il numero di persone coinvolte sarà maggiore e che i livelli salariali saranno invariati.

 

Secondo Elon Musk il mondo si prepara a vivere una nuova fase di recessione e molte aziende rischiano di chiudere. Per questo motivo sta prendendo contromisure necessarie per affrontare le difficoltà che le aziende dovranno superare da qui a breve. Comunicazione analoga, a quanto pare, hanno ricevuto anche i dipendenti di SpaceX.

Talenti in fuga?

Di fronte alle affermazioni di Elon Musk, altri imprenditori hanno reagito con commenti pubblici poco lusinghieri nei confronti del ceo di Tesla. Dopo Scott Farquhar, amministratore delegato di Atlassian, che ha invitato i dipendenti Tesla a dare un’occhiata ai posti di lavoro in remoto offerti dalla sua azienda informatica, ora anche Amazon e Microsoft si fanno avanti.

Zafar Choudhury, a capo dell’ufficio assunzioni del personale tecnico di Amazon Web Services (AWS), su LinkedIn ha scritto: “Se l’Imperatore di Marte non vi vuole, sarò felice di portarvi in AWS. Da noi troverete una casa felice, un posto che rispetta voi, la vostra professionalità e il vostro tempo. Troverete un team che vi tratta con dignità”. Tiana Watts-Porter, di Microsoft, ha scritto: nella nostra aziende e nelle nostre affiliate consideriamo tutte le opportunità. Lasciamo ai nostri dipendenti la scelta, in modo che possano realizzarsi e gestirsi al meglio.

I due post sono stati cancellati poco dopo la pubblicazione. Ma in un mondo come quello delle grandi aziende tecnologiche, in cui tanti tecnici cambiano lavoro con grande frequenza, sarà interessante vedere quanti risponderanno all’appello.