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Ricarica e colonnine
Così gli Usa vogliono semplificare la ricarica delle auto elettriche
Il dipartimento dei Trasporti fissa gli standard per accedere ai maxi-fondi previsti dalla Casa Bianca: "Ricarica facile e accessibile"

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
9 giu 2022 alle 18:03
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“Interoperabilità” è di quelle parole che scaldano il cuore di chi guida un’auto elettrica e non apprezza certo l'idea di dover usare card o app diverse per ricaricare. In Italia sono stati fatti enormi passi avanti in questo senso e adesso il tema torna d'attualità a livello globale guardando anche a quello che sta succedendo Oltreoceano.
L'amministrazione Biden, attraverso il dipartimento dei Trasporti (USDOT), ha infatti appena pubblicato una Notice of Proposed Rulemaking (NPRM) sugli standard minimi richiesti per accedere ai finanziamenti previsti dal maxi piano della Casa Bianca. Interoperabilità inclusa. Ma c'è anche molto altro.
Facili, affidabili e non solo
Grazie a un tesoretto da 5 miliardi di dollari – più altri 2,5 miliardi destinati alle infrastrutture in autostrada –, sono 500.000 i punti di ricarica che spunteranno negli States nei prossimi anni, con l’obiettivo di spingere gli automobilisti verso la mobilità sostenibile e portare le vetture alla spina (full electric + ibride plugin) al 50% delle vendite entro il 2030.

E adesso l’USDOT ha indicato i requisiti che gli Stati federati dovranno rispettare per ottenere una fetta della torta. Le colonnine dovranno essere “facili da usare, affidabili e accessibili a tutti gli americani”, oltre che “interoperabili tra le varie aziende – come concordato nel faccia a faccia tra amministrazione e ceo delle Case –, con simili sistemi di pagamento, informazioni sui prezzi, velocità di ricarica e altro”.
In più, le infrastrutture dovranno comunicare e operare sulle stesse piattaforme software. Tra gli obiettivi, quello di aiutare a creare un database pubblico per la ricarica dei veicoli elettrici per consentire il monitoraggio, la diagnostica, il controllo e gli aggiornamenti da remoto sicuri.
Più lavoro
Le nuove regole strizzano poi l’occhio all'occupazione a stelle e strisce, stabilendo requisiti sul numero di lavoratori necessari alle installazioni, alla manutenzione e alle operazioni per aumentare la sicurezza e l’affidabilità della rete di ricarica, creando così posti di lavoro “ben pagati e altamente qualificati”. Tra le altre cose, si chiede che ogni stazione conti almeno quattro punti di ricarica, per essere in grado di rifornire contemporaneamente più veicoli elettrici.
“Tutti dovrebbero essere in grado di trovare una stazione di ricarica funzionante quando e dove ne hanno bisogno, senza preoccuparsi di pagare di più o di trovare un servizio peggiore in base al luogo in cui vivono”, commenta Pete Buttigieg, segretario ai Trasporti. “Non ci sarà bisogno di scaricare mezza dozzina di app sul telefono solo per pagare in una stazione di ricarica”.
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Fonte: Dipartimento dei Trasporti Usa
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