È uno dei mantra che sentiamo spesso: per raggiungere i target climatici che ci siamo dati, mobilità inclusa, bisogna fare squadra. Proprio quello che sta succedendo negli Stati Uniti, con l’iniziativa della Casa Bianca di chiamare a raccolta i ceo dei costruttori per mettersi d’accordo su cosa fare.

C’erano proprio tutti nel faccia a faccia con i più alti funzionari di Washington, da Carlos Tavares di Stellantis a Mary Barra di General Motors, passando per Jim Farley di Ford, Peter Rawlinson di Lucid e Jeremie Papin di Nissan. Ma anche i dirigenti per l’America di Hyundai, Subaru, Mazda, Toyota, Mercedes e Kia. E se ve lo state chiedendo, la risposta è sì: era presente anche Elon Musk.

Vittoria per Elon Musk

Il numero uno di Tesla ha così incassato un’altra piccola vittoria nella sua battaglia personale contro l’amministrazione Biden, accusata di considerare poco il lavoro sull’auto elettrica fatto dalla sua creatura, probabilmente a causa del rapporto controverso tra la Casa e i sindacati.

Che le posizioni stessero cambiando, sia da parte del presidente che del supermanager di Pretoria, era evidente. Ma uno come Elon Musk non sarebbe potuto mancare a prescindere da un summit così importante, visto che la posta in gioco è alta e i temi sul tavolo sono importanti.

Stazione di ricarica Electrify America
Stazione di ricarica Electrify America

Più interoperabilità

Ma cosa si sono detti i vertici dell’industria a stelle e strisce con gli uomini di Biden? Protagonisti della chiacchierata sono stati i 7,5 miliardi di dollari da investire in 500.000 colonnine di ricarica. Alla fine del confronto, l’amministrazione ha fatto sapere che:

“c’è stato ampio consenso sul fatto che le stazioni di ricarica e i veicoli abbiano bisogno di essere interoperabili e fornire un’esperienza utente senza interruzioni, indipendentemente dall’auto che si guida o dove si ricarica il proprio veicolo elettrico”.

Aver messo tutti d’accordo sull’interoperabilità delle colonnine potrebbe essere un punto di svolta per l’elettrificazione negli States, che sono rimasti un po’ indietro nella corsa alle vetture a batteria, con il rischio di perdere per sempre l’opportunità di spodestare l’Asia dalla leadership mondiale.

Tesla, dal canto suo, punta ad aprire i Supercharger a tutti gli automobilisti, perché l’iniziativa porterebbe non solo grandi quantità di denaro nelle casse societarie, ma consentirebbe alla Casa di accedere agli incentivi previsti negli Usa per infrastrutturare le strade. Elon Musk e soci stanno lanciando i primi esperimenti in Europa. L’obiettivo è raccogliere i feedback per portare oltreoceano la rivoluzione dei “Supercharger aperti a tutti”.

L’adunata arriva dopo che il Paese ha attivato i poteri speciali del Defense Production Act per assicurarsi le materie prime e dopo le strette delle scorse settimane su emissioni e consumi di carburante.