Ora si entra nel vivo. Gli Stati Uniti di Joe Biden sono pronti a sbloccare la prima tranche di finanziamenti per installare le colonnine lungo le autostrade a stelle e strisce. Sul piatto ci sono 615 milioni di dollari, da investire già nel 2022, che la Casa Bianca assegnerà ai vari Stati federati.

A questi fondi ne seguiranno altri, per arrivare a 5 miliardi da spendere in 5 anni. La cifra fa parte dei 7,5 miliardi di dollari in punti di ricarica: gli altri 2,5 miliardi andranno a coprire le aree rurali. Prima, però, i 50 Stati sono chiamati a fare i compiti per casa.

Come saranno le colonnine

Il presidente vuole infatti che le singole proposte e i singoli piani arrivino sulla sua scrivania entro qualche mese, al massimo inizio agosto, così potranno ricevere l’approvazione federale entro fine settembre I programmi dovranno indicare dettagliatamente le autostrade dove sorgeranno le colonnine.

2022-ford-e-transit-charging-port-open

Le caratteristiche preferite della Casa Bianca per la rete di ricarica che sorgerà vedono le infrastrutture nascere a una distanza massima di 50 miglia (80 chilometri) l’una dall’altra, avere almeno quattro stalli per altrettanti veicoli e supportare l’alta potenza, in corrente continua.

I singoli Stati avranno poi il compito di usare fondi propri e stimolare il settore privato per supportare l’investimento federale, che coprirà l’80% della spesa. Il denaro “aiuterà a vincere la corsa ai veicoli elettrici” e ne “renderà la ricarica accessibile a più americani”, afferma il segretario ai trasporti Pete Buttigieg.

Biden a tutto elettrico

Il tutto si inserisce nel maxi-piano sulle infrastrutture da 1 trilione di dollari e aiuterà gli States a raggiungere l’obiettivo di vendere il 50% di vetture a zero emissioni entro il 2030, anche se non è ancora previsto un vero e proprio stop alle immatricolazioni dei motori a combustione.

Insieme alle colonnine, Biden vorrebbe portare gli incentivi all’acquisto da 7.500 a 12.500 dollari, ma solo per i veicoli costruiti da lavoratori iscritti ai sindacati. La proposta sta incontrando però delle difficoltà. Così gli Usa vogliono rubare alla Cina la leadership sull’auto elettrica.