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Chi usa i monopattini non torna (quasi) indietro: il sondaggio

Il 37% degli italiani che ha sperimentato la micromobilità in sharing ha abbandonato o ridotto l'uso dell'auto (e le emissioni)

Monopattino elettrico Voi Technology
Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Dopo che sali su un monopattino elettrico, non scendi quasi più. Sono tanti gli italiani che hanno ridotto o addirittura abbandonato l’uso dell’auto dopo aver sperimentato la micromobilità condivisa: oltre un terzo, precisamente il 37%.

È il risultato di un sondaggio pubblicato da Voi Technology, società svedese che offre monopattini elettrici in sharing. Realizzato a luglio negli 11 Paesi in cui opera l’azienda, il questionario offre diversi spunti.

Combo col Tpl

Sono 25 le domande a cui hanno risposto i 10.000 clienti selezionati casualmente da Voi. Focus di tutto è stato indagare sul “modal shift”, cioè come la micromobilità in sharing sostituisce l’auto, chiedendo agli utenti quale veicolo avrebbero utilizzato per il loro ultimo spostamento se i monopattini non esistessero.

Unasca e Voi Technology per le lezioni sui monopattini

Più del 55% dei rispondenti afferma di combinare corse in scooter con mezzi pubblici: una percentuale che non solo cresce del 47% rispetto al 2021, ma che dimostra come il Tpl non sia in competizione con la mobilità condivisa. Anzi, le due soluzioni vanno a integrarsi fra loro. C’è poi un 20% di clienti italiani che ormai si sposta solo in monopattino (25% in Europa).

Monopattini per tutti

Altro dato interessante è che i monopattini sembrano piacere a tutti, senza differenze anagrafiche o geografiche. Quasi la metà degli intervistati con più di 45 anni dichiara di utilizzare l’auto molto meno da quando ha scoperto la micromobilità.

Discorso simile per chi abita in periferia: oltre il 60% di chi vive a 30 minuti dal centro ha diminuito l’uso della vettura privata. E tutto questo consente di “ridurre il livello di congestione del traffico e migliorare la qualità dell'aria”, che “sono necessità ormai non più rinviabili”, come ricorda Magdalena Krenek, general manager di Voi Technology.