La IPO di Porsche ha un obiettivo particolarmente importante, con potenziali riflessi per l'intero gruppo Volkswagen: raccogliere capitali funzionali alla corsa per l'elettrificazione.

Lo afferma senza troppi giri di parole Arno Antlitz, cfo del gruppo tedesco, sottolineando però che per quanto l’operazione sia attesa da molti tra fine settembre e inizio ottobre (la si vuole completare entro la fine dell'anno), una decisione finale sulla quotazione non è ancora stata presa. Ma potrebbe essere solo questione di ore.

Cosa ha deciso il board VW

Proprio sul via libera definitivo, i consigli di amministrazione e di sorveglianza del colosso con base a Wolfsburg si sono incontrati ieri decidendo che le azioni Porsche saranno divise in parti uguali: 50% privilegiate e 50% ordinarie. Con la IPO il 25% delle azioni privilegiate - senza diritto di voto - verrebbe immesso sul mercato sulla Borsa di Francoforte. L'operazione si rivolge ai piccoli investitori di diversi mercati europei: Germania, Austria, Francia, Italia, Spagna e Svizzera. Ma prevede anche collocamenti presso investitori istituzionali.

"Accogliamo con grande favore la decisione del consiglio di Sorveglianza - ha detto Oliver Blume -. Questo è un momento storico per Porsche. La IPO aprirà un capitolo di maggiore indipendenza rafforzando la nostra capacità di seguire la nostra strategia per continuare a essere uno dei produttori di auto sportive di maggiore successo a livello mondiale". 

Foto - Porsche Taycan Turbo S, il record al Nurburgring
La Porsche Taycan Turbo S impegnata per il record al Nurburgring

Un momento chiave

Antlitz, nominato coo di VW e cfo del gruppo proprio il primo settembre - con l’entrata in carica di Oliver Blume nei panni di nuovo ceo in sostituzione di Herbert Diess - ha fatto sapere che negli ultimi mesi ha concentrato buona parte dei suoi sforzi proprio per l’esordio sui mercati azionari di Porsche. “È fondamentale che la Casa si ponga nel modo giusto – ha spiegato – perché i proventi derivati da questa operazione ci darebbero la possibilità di accelerare ulteriormente nella trasformazione”.

Una spinta verso le zero emissioni che farà bene a Porsche (la cui valutazione oscilla tra i 60 e gli 85 miliardi di euro), che potrà contare su nuovi capitali, ma anche all'intero gruppo Volkswagen. E questo per due motivi. Il primo, economico, riguarda il fatto che VW, appunto, mantenendo il 12,5% delle azioni, potrà guadagnare dall'operazione. Il secondo, strategico, è legato al fatto che ci si potrà concentrare su un numero minore di prodotti.

È il momento?

Se da una parte Porsche – e con essa il gruppo Volkswagen – ritengono maturi i tempi per l'esordio in Borsa, dall’altra alcuni osservatori si soffermano sulla grande incertezza di questo preciso momento storico, tra guerra e prezzi delle materie prime e dell'energia. 

Live photos of Porsche Mission R from IAA 2021

Porsche, al di là della IPO, sembra comunque convinta a voler proseguire sulla già intrapresa strada dell'elettrificazione. Dopo che la Taycan ha già superato la 911 per immatricolazioni, a Zuffenhausen si spera di poter alzare ulteriormente i volumi delle vetture a zero emissioni con l’arrivo della Macan EV, attesa per il prossimo anno, e delle sportive che sostituiranno 718 Boxster e Cayman, derivate dalla concept Mission R.

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