La cinese Svolt ha ufficializzato la costruzione di una nuova Gigafactory in Europa. Sorgerà in Germania a Lauchhammer, nello stato del Brandeburgo: si tratta di un sito dove Vestas produceva in precedenza turbine eoliche. Nei piani di Svolt, la conversione alla produzione di batterie e l’avvio della nuova attività dovrebbe avvenire entro l’inizio del 2025.

La decisione è stata presa per ovviare ai ritardi della Gigafactory che il produttore di batterie aveva annunciato nello stato tedesco del Saarland già nel novembre del 2020, i cui tempi si stanno allungando per ragioni non del tutto spiegate, ma la cui situazione è stata definita dalla stessa Svolt “piuttosto complessa”.

Un distretto strategico

La scelta di costruire la propria Gigafactory europea a Lauchhammer non è stata casuale. Svolt, infatti, ha deciso la location anche per la progressiva nascita di un distretto della produzione di batterie del quale potrebbe giovare. Nella stessa zona c’è ad esempio un sito di Basf, con la quale Svolt ha accordi in essere sia per la fornitura di materie prime sia per le attività di riciclo.

Basf stessa, sempre nel Brandeburgo, a circa 7 km da Lauchhammer, sta poi costruendo una fabbrica di materiali catodici. Nello stesso Stato è presente anche la Gigafatory europea di Tesla, che dista 150 km. Detto questo, per ora l’unico cliente confermato resta Stellantis, che acquisterà 7 GWh di batterie all’anno.

 

Si parte con 16 GWh

Svolt non ha ancora fatto sapere che tipo di batterie produrrà nel nuovo stabilimento tedesco, ma è probabile che si tratti di accumulatori con formula chimica senza cobalto. Si pensa anche che possa essere una delle prime fabbriche con linee dedicate alle batterie allo stato solido.

Tra meno di 3 anni, quando entrerà in funzione, potrà contare su una capacità annua iniziale di 16 GWh. Questo utilizzando le strutture e i capannoni esistenti, acquistati da Vestas ad agosto. In futuro l’azienda cinese amplierà il sito, che per ora conta 225.000 metri quadri ma che potrà essere espanso in terreni adiacenti per altri 71.000 mq, con nuove strutture, puntando a volumi produttivi che potrebbero arrivare anche a raddoppiare.