Tesla ha annunciato le consegne del terzo trimestre. Guardando i numeri si può parlare sia di bicchiere mezzo pieno sia di bicchiere mezzo vuoto. Il risultato infatti è senza dubbi molto buono, ma è al di sotto delle attese, a causa principalmente di alcune difficoltà riscontrate negli ultimi giorni di settembre che non hanno permesso di raggiungere gli obiettivi.

Tesla ha commentato il risultato affermando che “sta diventando sempre più difficile garantire la distribuzione di automobili a costi ragionevoli”, ma alcuni analisti hanno ipotizzato che il risultato sia stato influenzato anche dal momento economico, in cui inflazione e aumento dei prezzi possono contribuire a rallentare la domanda.

La parola agli esperti

A sostenere questa tesi anche Dan Ives, analista di Wedbush Securities, che alla Reuters ha dichiarato: “Il problema delle consegne di Tesla è ancora principalmente logistico. Ma penso che ci siano anche alcuni problemi inerenti la domanda da prendere in considerazione. Ci sono nuvole scure sul settore dell’auto e Tesla non è immune”.

Ed Moya, analista senior di Oanda, ha aggiunto: “I veicoli elettrici sono un po’ più sotto osservazione perché le persone saranno probabilmente più titubanti nell’acquisto. Vista la situazione, sentono meno l’urgenza di comprare qualcosa di nuovo”.

 

Siamo quasi a 350.000 vetture

Tornando alla questione delle consegne, Tesla stimava di arrivare nel trimestre giugno-settembre a circa 350.000-370.000 unità. Si è fermata, invece, a 343.830. Di queste 325.158 erano Model 3 e Model Y, mentre 18.672 erano Model S e Model X.

  • Model S e Model X: 18.672
  • Model 3 e Model Y: 325.158

Se il risultato, in termini assoluti, è sotto le attese, confrontato con il passato dà comunque morale. Un anno fa Tesla si era fermata infatti a 241.300 e nel secondo trimestre del 2022 aveva toccato quota 254.695. Insomma, la crescita c’è ed è consistente.

Le prime Model Y prodotte da Tesla nella Gigafactory di Berlino

Lavorare con costanza

Però Tesla nel terzo trimestre 2022 ha prodotto 365.932 vetture e il fatto che non le abbia consegnate tutte è riconducibile alla questione iniziale: dal punto di vista logistico, distribuire auto sta diventando troppo costoso. “I nostri volumi produttivi aumentano – ha detto Elon Musk commentando i risultati – ma nei giorni di fine settembre, con un picco nelle spedizioni, ci siamo visti costretti a rallentare nelle consegne per ridurre lo stress sui costi di trasporto”.

Proprio per ovviare a questo inconveniente, Tesla ha da tempo deciso per il futuro di non accelerare le consegne negli ultimi giorni del trimestre ma di lavorare a ritmo più costante per tutto il periodo. In questo modo, la Casa pensa di poter arrivare a consegnare la quasi totalità delle 495.000 Model 3 e Model Y che produrrà da inizio ottobre a fine anno.

 

GigaBerlin raddoppia

A proposito dell’accelerazione sulla produzione. Dopo aver ampliato la Gigafactory di Shanghai, Tesla sta incrementando anche le operazioni nella sua fabbrica tedesca. A Berlino, dove qualche mese fa è stato introdotto il terzo turno, la produzione è passata da 1.000 a 2.000 vetture a settimana.

Si pensa che a questo ritmo, la Casa possa arrivare entro la fine dell’anno a produrre ben 5.000 vetture a settimana nella Gigafactory di Berlino, un risultato che permetterebbe a Elon Musk e soci di fermare le importazioni dalla Cina delle Model Y per l’Europa e di soddisfare l’intera domanda del Vecchio Continente con la produzione in loco.

Fotogallery: Tesla Giga Texas (Tesla Gigafactory 5)