Batterie cinesi, ma Made in Europe: il progetto CALB entro il 2025
Accordo per creare in Portogallo il primo stabilimento europeo dell'azienda cinese, con una capacità iniziale di 15 kWh
Nello sforzo dell'Europa per emanciparsi dalle materie prime e dalle batterie asiatiche, un aiuto arriva proprio dalla… Cina. Già, perché è di CALB (China Lithium Battery Technology) la decisione di aprire una nuova Gigafactory europea per accumulatori. Sorgerà in Portogallo, precisamente nella zona portuale di Sines, e sarà pronta nel 2025.
Inizialmente avrà una capacità produttiva di 15 GWh all’anno, per dare il via alle vendite alla fine del primo trimestre 2026. Ma l’azienda ha già in mente di triplicare la produzione, così da arrivare a 45 GWh nel 2028. Poi, forse, seguirà una terza fase di espansione.
E la Germania?
Intanto, CALB si assicura un progetto che le consente di sbarcare nel Vecchio Continente, anche se il memorandum firmato dal responsabile locale Nuno Gameiro e dall’Agenzia portoghese per investimenti e commercio estero (AICEP) non è vincolante.
Anzi, dopo aver annunciato l’espansione in Europa a inizio anno, l’azienda cinese aveva stretto un accordo con la società di consulenza tedesca Drees & Sommer per costruire l’impianto in Germania. Adesso, però, il Portogallo sembra passato in vantaggio. A meno che non ci sia in mente addirittura un doppio stabilimento, che farebbe felici i due Paesi che attrarrebbero investimenti e nuovi posti di lavoro.
CALB cresce
La fabbrica iberica potrebbe essere l’ottava di CALB, che vanta già sette Gigafactory, sparse in patria tra Changzhou, Luoyang, Xiamen, Chengdu, Wuhan, Hefei e Heilongjiang, con una capacità produttiva totale stimata a 200 GWh entro la fine del 2022.
Ma la società punta a fare numeri ancora più grandi. Un anno fa ha infatti promesso a se stessa di portare la produzione a 300 GWh nel 2025, per poi alzare l’asticella a 500 GWh e chiudere a 1.000 GWh nel 2030.
Già ora è il settimo fornitore mondiale di batterie, con una quota di mercato che, a fine giugno, aveva raggiunto il 4,1%. Intanto, arrivano anche 10,1 miliardi di dollari di Hong Kong (1,3 miliardi di euro) da una IPO lanciata a ottobre.
Fonte: Electrive
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