Italia capofila del nuovo consorzio per le Gigafactory del futuro
Nasce Gigagreen, iniziativa guidata dal Politecnico di Torino con 16 partner di 8 Paesi per creare processi produttivi 100% sostenibili
Auto elettriche senza emissioni, non solo allo scarico. Un obiettivo ambizioso e che vede impegnata tutta la filiera delle quattro ruote, con progetti anche di respiro internazionale. L’ultimo esempio è Gigagreen, consorzio che nasce per studiare come produrre batterie agli ioni di litio carbon neutral.
Il progetto mette insieme 16 partner di 8 Paesi, tra cui l’Italia. Capofila è il Politecnico di Torino, che lavorerà con Sustainable Innovations, ABEE, Solvionic, Leclanche, Nanomakers, Università di Parma, Polytechnic University of Valencia, Sintef, Inegi Porto, CIC energiGUNE, Arlanxeo, Alphanov, Manz Italy, CETIM TECHNOLOGICAL CENTER and Johnson Matthey.
Quattro anni di impegno
Gigagreen sarà all’opera per 4 anni, alla ricerca di sistemi produttivi sostenibili al 100%, con la speranza di metterli a disposizione dell’industria a partire dal 2026. Il consorzio punta a ridurre al minimo l’impatto ambientale e il consumo di energia nella progettazione delle celle, facilitandone contestualmente le operazioni per lo smontaggio e il riutilizzo.
“Ciò consentirà un aumento della redditività, della sicurezza dei processi e dei prodotti, oltre a fornire tecnologie ad alte prestazioni”, spiega il consorzio.
Durante questo periodo, Gigagreen si rifarà al cosiddetto “Design for Manufacturing (DfM)”. Si tratta di un approccio che, come spiegano i partner, “si basa su soluzioni guidate dai dati per ottimizzare la flessibilità della fabbrica, la scalabilità dei processi e la sostenibilità complessiva delle linee di produzione nel contesto della produzione di massa”.
Il contributo del PoliTo
Sarà precisamente il gruppo di Elettrochimica del Politecnico di Torino a coordinare il progetto, sfruttando una linea pilota ad hoc: la prima di un'università italiana dedicata alla produzione in gigafactory di celle agli ioni di litio.
Tra le altre "chicche", la linea aiuterà la formazione di nuove figure professionali, molto ricercate in Europa nei prossimi anni: secondo le ultime stime, serviranno infatti 800.000 nuovi lavoratori nel settore.
Il PoliTo ha perciò ideato un percorso ad hoc sull’energy storage, con corsi specifici di formazione, per dare l’opportunità a studenti e studentesse di arrivare preparati/e all’appuntamento con la transizione.
“Gigagreen – spiega la professoressa Silvia Bodoardo, coordinatrice del progetto – ci darà certamente la possibilità di sviluppare nuove competenze uniche nel contesto nazionale, nella produzione di celle, di formare giovani leve pronte a lavorare nelle nascenti gigafactories che speriamo presto insediate nel nostro territorio”.
Mercato in crescita
L’iniziativa è finanziata con 4,7 milioni di euro del progetto Horizon Europe. I partner ricordano poi che, se tutti i progetti sulle gigafactory avranno successo, la capacità produttiva del Vecchio Continente passerà dai 26 GWh di oggi a 500 GWh.
“Ciò significa che nel 2029 l’Europa conquisterà una quota del 16% del mercato delle batterie, rispetto all'attuale 6%”. Uno sguardo al resto del mondo dice che la domanda di batterie agli ioni di litio raggiunge i 184 GWh, ma crescerà di 14 volte entro il 2030. Muoversi velocemente quindi è indispensabile. E farlo in modo sostenibile può fare davvero la differenza.
Fonte: Electrive
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