Le dimensioni contano, ma nel mercato dell'auto lo fanno anche se non sono taglia XXL. Anzi, a volte anche misure ben più contenute possono creare effetti dirompenti.

È quello che potrebbe avvenire con il - non ancora confermato - lancio europeo della BYD Seagull, piccola elettrica del colosso cinese le cui foto sono state pubblicate qualche giorno fa sul web, ben prima del suo debutto ufficiale in Cina. Una citycar come tante ce ne sono in giro. Ma che ha dalla sua un particolare che fa la differenza: il prezzo.

So it begins  

Mi scuserà re Théoden (citofonare "Il Signore degli Anelli" di Tolkien) per avergli rubato la citazione, ma in questo caso è più azzeccata che mai. Perché da tempo ormai si parla dell'invasione (prossima ma già iniziata) di auto elettriche cinesi in Europa. Modelli con piattaforme dedicate, autonomie variabili a seconda dei modelli, design studiati per piacere - anche - a noi automobilisti del Vecchio Continente e listini in linea con quelli delle avversarie. Anzi, spesso più bassi. Basti pensare alla MG4, avversaria della ID.3: poco più di 30.000 euro per la prima, poco più di 40.000 per la seconda.

MG4

MG4

Una settimana in ELETTRICO con la Volkswagen ID.3

Volkswagen ID.3

Un delta importante che, guarda caso, potrebbe bastare per portarsi a casa proprio la BYD Seagull. La citycar elettrica cinese infatti in Cina verrà venduta a partire da 8.100 euro. Senza incentivi. Prezzo pieno, che si inerpica fino alla "folle" cifra di 11.000 euro circa per la versione più ricca. Prezzi cinesi che non tengono conto dei dazi doganali del 10% (citati da Carlos Tavares qualche tempo fa) per entrare nel Vecchio Continente. Risultato: 12.200 euro.

BYD Seagull

BYD Seagull

Ora, prendendo i 21.450 euro dell'auto elettrica più economica attualmente venduta in Italia, vale a dire la Dacia Spring, si tratta di poco meno di 9.000 di differenza. Un'enormità. Il tutto con meccaniche e dimensioni ampiamente sovrapponibili.

La BYD Seagull al Salone di Pechino 2024

La BYD Seagull è infatti lunga 3,78 metri, 5 cm in più rispetto alla Spring, con pacco batterie litio-ferro-fosfato da 30,7 kWh, di poco superiori a 27 della piccola di Dacia. L'autonomia dichiarata della cinese è di 300 km secondo il ciclo di omologazione cinese, che diventano 250 secondo il "nostro" WLTP. Come la rivale. Il motore? Si parla di 55 kW (75), anche in questo caso leggermente superiore ai 48 kW (65 CV) della Spring.

Prova Dacia Spring (2021)

Dacia Spring

À la guerre comme à la guerre

Ora, preso per assodato l'inizio della guerra dei prezzi delle auto elettriche dopo il taglio dei listini di Tesla, le auto cinesi fanno ancora più paura. Perché se fino a poco tempo fa la loro presenza in Europa era "timida" e rappresentata da accordi con importatori paralleli, le cose adesso si fanno più serie.

Perché i colossi della Repubblica Popolare come BYD - il più grande produttore di auto elettriche al mondo - hanno prodotti in abbondanza e se fino a oggi i prezzi, pur inferiori rispetto a quelli delle concorrenti europee, sono ancora alti, listini di poco superiori ai 10.000 euro sono da far tremare le gambe.

Tesla Model 3 (2022)

Tesla Model 3

Certo, la BYD Seagull non è equiparabile per autonomia, dimensioni, potenza e dotazioni a compatte e SUV da famiglia, ma le 48.900 Dacia Spring vendute in Europa nel 2022 dicono come la ricetta di una citycar elettrica dal prezzo abbordabile abbia senso. In Cina lo sanno bene e proprio una piccola come la Seagull potrebbe essere la (scusate l'inglesismo) "game changer" pronta a sparigliare le carte sul tavolo dell'elettrico europeo.

Specialmente all'inizio di una transizione energetica complicata, dove tra scetticismo e inflazione galoppante l'approccio all'auto elettrica non è certo facile. Ma poter avere un'auto con prezzo ben al di sotto della media può far nascere un "perché non provare" nella mente di chi si trova nelle condizioni di cambiare auto. Considerando poi lo sconto di 5.000 degli incentivi auto 2023 significherebbe dover sborsare 7.200 euro. Calcoli spannometrici che tengono conto dei dazi al 10% e che quindi - sottoloneiamo - non corrispondono a listini ufficiali. 

Le Case europee risponderanno? Un colosso europeo come Volkswagen si è tirato fuori dalla guerra dei prezzi, puntando più sulla redditività che sui volumi. Intanto Tavares avverte "Il mercato europeo è aperto ai cinesi e non sappiamo se la loro strategia sia quella di conquistare quote di mercato in perdita per poi aumentare i prezzi". 

Fotogallery: BYD Seagull, la citycar elettrica cinese