Quante volte camminando in città vi è capitato di essere sorpresi dall’arrivo di un monopattino? Ritrovarsi improvvisamente un mezzo in arrivo (almeno) a 15-20 km/h alle spalle è sempre un grande spavento, oltre a essere un potenziale pericolo per tutti. E questo è ancora più vero per ipovedenti e non vedenti, gli utenti più a rischio in queste situazioni.

Per fortuna, c’è chi si sta muovendo nella direzione giusta testando i suoni che potrebbero avere i monopattini del domani.

Ambiente virtuale

Dott, l’azienda europea di micromobilità elettrica, sta portando avanti dei test di laboratorio per studiare i suoni di avviso dei monopattini. Sviluppato dai ricercatori dell’Università britannica di Salford in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), il progetto sta coinvolgendo i primi partecipanti per testare tre potenziali suoni.

I test sui suoni dei monopattini elettrici

I test sui suoni dei monopattini elettrici

Indossando un visore per la realtà virtuale, le persone sono immerse in un ambiente a 360 gradi con simulazioni di utenti che viaggiano sui monopattini elettrici in scenari diversi. Tra i partecipanti al test c’è anche un gruppo di persone non vedenti e ipovedenti che darà un importante riscontro facendo capire quando è effettivamente percepito l’arrivo di un monopattino e dando un’opinione sui suoni studiati.

Presto i test su strada

Le prove si stanno svolgendo in questi giorni nella sede UICI di Milano e proseguiranno a Londra, Stoccolma e Madrid coinvolgendo le associazioni europee per non vedenti. Dopo la fase di realtà virtuale, i suoni saranno testati per le strade di Milano e in tutta Europa per convalidare quanto già ottenuto in laboratorio.

Ovviamente i risultati saranno condivisi a livello internazionale, con lo scopo di creare un suono unico e valido in tutto il mondo.

Così, il dottore Antonio J. Torija Martinez, ricercatore principale dell’Università di Salford:

“L’obiettivo è creare dei suoni attentamente progettati per il giusto equilibrio tra massima visibilità e minimo inquinamento acustico. L’utilizzo della realtà virtuale per creare scenari immersivi e realistici ci consentirà di ottenere risultati solidi. Lavorando a stretto contatto con UICI e le associazioni europee, crediamo che il suono che svilupperemo sarà la soluzione migliore per le esigenze di tutti”.

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