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Auto elettriche "made in Ue": quali sono le sfide (e come superarle)

Dopo pandemia e crisi energetica, i Costruttori ripartono a spron battuto: ne parla Sigrid De Vries, direttrice di Acea, a Electric Days

Auto elettriche made in Europe, Electric Days

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

17 mag 2023 alle 14:00

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La strada è tracciata, ma non ancora in discesa. Dopo la tempesta scatenata da pandemia, crisi dei chip e guerra in Ucraina, il settore dell’auto è di nuovo pronto a schiacciare il piede sull’acceleratore della transizione. Ma quali sono le sfide che ha di fronte?

Ne parla Sigrid De Vries, direttrice dell’associazione Acea, agli Electric Days 2023, terza edizione del più grande evento sulla mobilità sostenibile in Italia, promosso da InsideEVs e Motor1 al Laghetto dell’Eur, a Roma, nel weekend del 5-7 maggio.

Rivoluzione a 360°

“È un momento difficile per l’industria dell’auto – esordisce De Vries –, perché assistiamo a una doppia transizione, digitale e verde, in un contesto di tensioni geopolitiche in aumento. Quindi l’accesso a energia e materie prime critiche a prezzi accessibili è complicato, mentre la crisi dei semiconduttori non è ancora risolta. E poi dobbiamo affrontare la concorrenza di Cina e Stati Uniti”.

Foto - Electric Days 2023

Sigrid De Vries in collegamento video agli Electric Days 2023

Vietato però tornare indietro: “Le Case – aggiunge – si stanno muovendo rapidamente per aumentare la produzione di auto elettriche in Europa. Le quote di mercato sono ancora relativamente basse, ma aumentano rapidamente”.

A stimolare le aziende verso la trasformazione è però un aspetto che De Vries definisce “interessante”: “La rivoluzione verde riguarda non solo la tecnologia dei veicoli, ma tutti settori correlati, come le stazioni di ricarica”.

Chiaramente “ci vorrà del tempo”, perché siamo di fronte a una transizione che richiede la conversione dei cosiddetti “cicli industriali”. E i tempi sono diversi da regione a regione del continente: più veloci nelle zone occidentali e settentrionali, più lenti a oriente e nel meridione.

electric-days-digital Vedi tutte le notizie su Electric Days

“No one left behind”

Gli ostacoli quindi non mancano. E, siccome quello dell’auto elettrica è un ecosistema a 360 gradi, serve anche un “cambio di mentalità”. In ogni caso, la promessa dell’Unione europea è che “nessuno verrà lasciato indietro”. L’auspicio è che il mercato pensi a tutti i tipi di automobilisti.

“Molte auto che usciranno dalle linee di produzione – conclude la direttrice di Acea – saranno elettriche. Resta da vedere se piccole o grandi, ma come Europa dobbiamo rimanere il luogo dove tutti tipi veicoli possono essere prodotti in modo sostenibile e redditizio, per evitare che la concorrenza rubi un’ampia fetta della torta”.

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