A parte eccezioni come Tesla o BYD, la norma vuole che le Case di auto elettriche si rivolgano a fornitori esterni per procurarsi le batterie. È una prassi che sta lentamente cambiando e che spinge sempre più Costruttori a cimentarsi direttamente in questo settore strategico della transizione. Ma non senza problemi.

Volkswagen, per esempio, ha creato la sua società per batterie, PowerCo: 20 miliardi di investimento e 20.000 posti di lavoro. Stando però a quanto riportato da Bloomberg, l'azienda sta togliendo il sonno a chi ci lavora.

Gigafactory ovunque

Volkswagen ha un piano ambizioso: costruire 5 Gigafactory (con i lavori in Germania, Spagna e Canada già iniziati) e arrivare a volumi produttivi in grado di soddisfare le richieste di 3 milioni di vetture elettriche all’anno. Tutto ruoterà intorno alle Unified Cells, celle di nuova generazione che contribuiranno a dimezzare il costo delle batterie.

Foto - La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter

Un tecnico controlla la produzione all'interno della Gigafactory Volkswagen di Salzgitter

Il fatto è che, a differenza di altri, Volkswagen sta facendo tutto da sola, senza partner. Una mossa che le potrà garantire un grande vantaggio competitivo se riuscirà a portare a termine i piani, ma anche molto rischiosa. Stellantis, per capirci, ha scelto un approccio diverso, affidandosi ad Acc, joint venture che vede soci paritari anche TotalEnergies e Mercedes.

Tante cose a cui pensare

Il fatto è che, per stessa ammissione di Thomas Schmall, cto di Volkswagen, costruire auto e batterie sono cose diverse. “Lo sforzo che stiamo compiendo – ha dichiarato a Bloomberg – ci tiene svegli la notte”. In effetti, di cose da fare ce ne sono tante.

Volkswagen ID.2all, la piattaforma MEB Entry

La piattaforma MEB accorciata che Volkswagen userà per la ID.2 e le altre citycar elettriche

Volkswagen, nell’ordine, deve costruire una rete di Gigafactory in grado di soddisfare almeno la domanda interna di batterie.

  • sta mettendo a punto il metodo di rivestimento dell’anodo a secco (procedura che consente di risparmiare il 30% di energia);
  • sta studiando nuove tecnologie, come lo stato solido;
  • sta consolidando la catena di fornitura di materie prime;
  • sta consolidando l’attività di riciclo per diventare più sostenibile e sfruttare i vantaggi dell’economia circolare.

Deve fare tutto questo in fretta e deve farlo da sola. Ce la farà? Schmall è convinto di sì, ma si deve correre.

Fotogallery: La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter