Anche il Kenya passa ai veicoli elettrici
Nairobi vuole ridurre le emissioni del 32% entro il 2030 e collabora con l'Onu per portare in strada 100.000 moto e tuk-tuk a batteria
Anche in Africa ci si muove verso la mobilità elettrica. In Kenya, il Governo ha presentato un ambizioso piano per ridurre le emissioni di CO2, che porterà sulle strade del Paese oltre 100.000 tra moto e tuk-tuk elettrici entro il 2030.
Una strategia alternativa, quindi, agli incentivi per le vetture elettriche, che per motivi economici e infrastrutturali difficilmente conquisteranno la nazione africana nei prossimi anni.
Il progetto nel dettaglio
Il progetto è frutto della collaborazione tra la banca keniota KCB e l’Unitar, l’Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca, un ente autonomo fondato nel 1963 con l’obiettivo di accrescere il know-how dei Paesi in via sviluppo dai punti di vista economico, politico e diplomatico.
Nello specifico, la KCB garantirà dei prestiti a tasso agevolato alle concessionarie locali per l’acquisto di moto elettriche e tuk tuk. Si partirà coi dealer della città di Machakos, vicino alla capitale Nairobi, per poi allargare l’iniziativa a tutto il Paese nel corso degli anni.
Come afferma Kipchumba Murkomen (segretaria ai Trasporti e alle Infrastrutture del Kenya) in un’intervista a Business Today, “l’obiettivo del Governo è incentivare la mobilità elettrica per ridurre le emissioni di anidride carbonica del 32% entro il 2030”.
Il caso dell’Uganda
Il piano del Kenya arriva a poche settimane di distanza da quello annunciato dall’Uganda. Il presidente Yoweri Kaguta Museveni ha promesso 140.000 moto elettriche gratis e oltre 3.000 stazioni di ricarica e di battery swap nel Paese nei prossimi anni.
Le moto saranno distribuite dalla Spiro (società che ha già distribuito migliaia di veicoli elettrici in Ruanda, Benin e Togo), che si occuperà anche della rete di ricarica e della sostituzione delle batterie.
Fonte: Electrive
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