Sulle autostrade italiane ci sono poche colonnine, di chi è la colpa?
La ricarica, così come il rifornimento di benzina o gasolio, dovrebbe essere un diritto per tutti. La realtà dei fatti è diversa
“Quest’estate vado in vacanza con l’auto elettrica”. Oggi lo potrebbero dire circa 200 mila italiani che ne guidano una. Sono pochi e dobbiamo pure usare il condizionale perchè attraversare l’Italia in elettrico è si possibile, ma non scontato.
Basta un numero per sintetizzare qual è il problema. All’interno delle autostrade solo 19 stazioni di servizio su 100 sono dotate di colonnine di ricarica ad alta potenza. Il dato viene dal report 2023 pubblicato sulle pagine di InsideEVs.it. I dati sono aggiornati a luglio.
Il numero è in crescita ma è ancora insufficiente se si vuole rendere il viaggio in autostrada “normale” e dunque alla portata di tutti.
Va detto che la situazione non è omogenea nel paese cambia in base alla regione, all’autostrada ecc. Ma il problema c’è. L’Italia è in ritardo e in questo video vi spieghiamo come stanno le cose numeri alla mano.
Ma l’occasione è utile anche per ricordare di chi è la responsabilità. Cioè da chi dipende il fatto che in Italia ci siano poche colonnine dentro le autostrade che sarebbero, sulla carta, il luogo più facile da infrastrutturare perchè è un bene pubblico gestito in concessione, dunque regolamentato e costruito con i nostri soldi per farci viaggiare veloci pagando un pedaggio.
La ricarica, così come il rifornimento di benzina o gasolio, dovrebbe essere un diritto per tutti. E lo dovrebbe esser maggior ragione se si vuole fare questa transizione energetica.
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