Un altro tuffo nel business dell’auto elettrica. Lo fa la Tailandia, Paese dove le full electric vogliono occupare il 30% della produzione annuale (da 2,5 milioni di veicoli) entro il 2030 e che nel secondo trimestre dell’anno ha rappresentato il 50% delle vendite di vetture a batteria del sud-est asiatico.

Tutto questo, però, non basta al Governo di Bangkok, che punta a creare una vera e propria industria locale delle e-car. E la chiave di volta per il successo dell’operazione potrebbe corrispondere alla parola “incentivi”.

Priorità a ricerca e sviluppo

È infatti attraverso una serie di sgravi, agevolazioni fiscali e sovvenzioni che lo Stato orientale punta ad attirare investimenti dall’estero per dare vita a centri di ricerca e sviluppo. L’annuncio è di Narit Therdsteerasukdi, segretario generale del Thailandia Board of Investment.

“Le attività di R&D sono una delle nostre massime priorità, perché vorremmo rafforzare la nostra competitività”, dichiara il funzionario all’agenzia di stampa britannica Reuters, aggiungendo: “Sosterremo le Case auto esistenti nella transizione ai veicoli elettrici”.

Un pensiero anche agli automobilisti

Ulteriori incentivi saranno poi elargiti alle aziende che trasferiranno lì le loro sedi regionali. Mancano però i dettagli sull’ammontare complessivo dei bonus. Sta di fatto che il Governo prova così a consolidare i risultati raggiunti, che vedono Costruttori come BYD e Great Wall portare capitali per un totale di 1,44 miliardi di dollari.

Intanto, prosegue la campagna per il rinnovo del parco circolante, finanziata finora con 150.000 baht (quasi 4.000 euro) ad auto. Lo sconto sarà ridotto adesso a 100.000 baht (2.600 euro), con un nuovo pacchetto battezzato “EV 3.5” e un tesoretto da 3 miliardi di baht (78 milioni di euro). Ma la rivoluzione elettrica conquista anche la Tailandia.