Vai al contenuto principale

Le batterie europee di Northvolt raccolgono quasi 5 miliardi

L’azienda scandinava riceve un finanziamento (anche europeo) per allargare gli impianti produttivi e di riciclo in Svezia

Cella prismatica Northvolt

Pioggia di fondi per le batterie “made in Europe” della svedese Northvolt. L’azienda scandinava riceve infatti un finanziamento da 4,6 miliardi di euro per espandere le sue fabbriche in patria. Sono due gli impianti protagonisti dei piani di allargamento.

Il primo è quello a Skelleftea e battezzato “Ett”, dove la startup produce 60 GWh di accumulatori agli ioni di litio; il secondo è invece quello di “Revolt Ett”, dedicato al riciclo delle materie prime e con un tasso di recupero che, in certi casi, arriva anche al 100%.

Lo zampino dell’Ue

La nuova iniezione di liquidità rimpingua un precedente tesoretto da quasi 1,5 miliardi di euro e vede 23 banche commerciali tra i benefattori, compresa la Banca europea per gli Investimenti (Bei), sostenuta dalla Commissione Ue. Secondo la società, si tratta del più grande prestito green raccolto finora nel Vecchio Continente.

“Questo finanziamento – commenta il ceo e cofondatore Peter Carlsson – rappresenta una pietra miliare per la transizione energetica europea. Ci consentirà di realizzare tutto il potenziale di Northvolt Ett e dimostrerà che pratiche commerciali circolari e sostenibili sono fondamentali per il successo di oggi nel settore”.

L’interno di un impianto Northvolt

Dalla Svezia alla Germania

Nell’annunciare l’arrivo del nuovo tesoretto, l’azienda ricorda di aver ricevuto complessivamente circa 50,5 miliardi di euro da clienti chiave come BMW, Scania, Volvo e il Gruppo Volkswagen e che dà lavoro a 5.000 persone tra Svezia, Germania, Norvegia, Polonia, Portogallo, Stati Uniti e Canada.

In terra tedesca, la startup godrà di altri 900 milioni di euro per costruire un impianto produttivo di batterie nella zona di Heide. Lo stabilimento avrà una capacità complessiva di 60 GWh, sufficienti ad alimentare da 800.000 a 1 milione di auto elettriche. L’avvio dei macchinari è previsto per il 2026, anche se la fabbrica entrerà a pieno regime nel 2029.