Le batterie agli ioni di sodio sono pronte: parola di CATL
Il colosso cinese accelera su questa tecnologia per auto elettriche grazie a un nuovo, maxi accordo di fornitura
Le alternative alle batterie agli ioni di litio? Esistono già e il lavoro della grande società cinese CATL potrebbe aver raggiunto un punto di svolta.
Il colosso asiatico ha annunciato un accordo record da 60 GWh per la fornitura di batterie agli ioni di sodio, dichiarando di aver superato le principali criticità legate alla produzione su larga scala. Un passo che, secondo molti osservatori, potrebbe rappresentare un momento chiave per l’intero settore dello storage energetico.
L'accordo e la tecnologia
L’intesa è stata siglata con Beijing HyperStrong Technology e prevede la fornitura di 60 GWh di batterie nell’arco di tre anni, un volume impressionante se si considera che equivale a circa la metà di tutta la capacità di accumulo consegnata da CATL nel 2025. Non si tratta di un’operazione isolata, ma dell’evoluzione di una collaborazione più ampia: già nel 2025, infatti, HyperStrong si era impegnata ad acquistare fino a 200 GWh di celle entro il 2035. L’accordo attuale rappresenta quindi una concreta accelerazione verso la commercializzazione su larga scala della tecnologia al sodio.
Il punto centrale riguarda proprio la maturità tecnologica. Le batterie agli ioni di sodio utilizzano un materiale molto più abbondante rispetto al litio — circa mille volte più diffuso nella crosta terrestre — con evidenti vantaggi in termini di costi e sostenibilità. Questo le rende particolarmente adatte per applicazioni di accumulo stazionario, dove la densità energetica non è il parametro principale. Le celle sviluppate da CATL offrono circa 160 Wh/kg, un’efficienza del sistema del 97% e una durata superiore ai 15.000 cicli, mantenendo l’80% della capacità.
Il nodo della produzione
Un altro aspetto strategico è la compatibilità industriale. CATL ha progettato queste batterie con lo stesso formato delle celle al litio, eliminando uno dei principali ostacoli all’adozione: la necessità di ripensare completamente le linee produttive e le infrastrutture. Questo consente agli operatori di integrare rapidamente la nuova tecnologia, riducendo tempi e costi di produzione.
Non sorprende quindi che il settore guardi con attenzione a questo sviluppo. La possibilità di disporre di sistemi di accumulo più economici, longevi e meno dipendenti da materie prime critiche potrebbe cambiare gli equilibri dell’intera filiera energetica.
Anche altri attori, tra cui BYD, stanno investendo nella tecnologia agli ioni di sodio, ma l’accordo annunciato da CATL segna un vantaggio significativo in termini di scala industriale.
Fonte: Electrek
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