Vai al contenuto principale

Pioggia di fondi dall'Europa per auto elettrica e transizione

La Commissione Ue dà il via libera ad aiuti da quasi 4 miliardi in Germania e Francia: fra i protagonisti ci sono le batterie Northvolt

Batterie Northvolt montate su un'auto elettrica

È con un tesoretto da quasi 4 miliardi di euro che l’Europa continua a finanziare auto elettrica e transizione in generale. A godere della nuova pioggia di fondi sono Germania e Francia, con finanziamenti rispettivamente da 902 milioni e 2,9 miliardi di euro.

Si tratta di somme previste dal Quadro temporaneo di Crisi e Transizione, adottato dalla Commissione Ue il 9 marzo scorso per sostenere gli investimenti in settori chiave, dopo la crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina, attraverso alcune deroghe alle norme sugli aiuti di Stato, valide fino al 31 dicembre 2025.

Qui Germania

Nel dettaglio, i fondi tedeschi (700 milioni in sovvenzioni e 202 milioni in garanzia) saranno destinati all’azienda svedese Northvolt per costruire un impianto produttivo di batterie per veicoli elettrici nella zona di Heide.

Lo stabilimento avrà una capacità complessiva 60 GWh, sufficienti ad alimentare da 800.000 a 1 milione di vetture. L’avvio dei macchinari è previsto per il 2026, anche se la fabbrica entrerà a pieno regime nel 2029.

Northvolt

Un impianto produttivo di Northvolt

“Senza l’aiuto – specifica Bruxelles –, Northvolt installerebbe lo stabilimento negli Stati Uniti, dove il sostegno è stato offerto in particolare nell’ambito dell’Inflation Reduction Act”.

“Questa misura tedesca da 902 milioni di euro – specifica Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva europea per le Politiche sulle Competitività – è il primo aiuto individuale approvato per evitare che un investimento venga distolto dall’Europa, nell’ambito della nuova possibilità offerta dal Quadro temporaneo di Crisi e Transizione dal marzo 2023”.

Qui Francia

Passando agli affari della vicina Francia, qui la Commissione di Bruxelles dà il via libera a 2,9 miliardi di euro in crediti d’imposta riservati ad aziende con progetti sulla produzione di pannelli solari, batterie, turbine eoliche, pompe di calore e materie prime necessarie.

“Il regime francese dei crediti d’imposta, rivolto a batterie, pannelli solari, turbine eoliche e pompe di calore, contribuisce al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici dell’Europa”, conclude Vestager.