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L’effetto annuncio frena l’auto elettrica: “Ora fate presto”
L’attesa dei nuovi incentivi rallenta le vendite, ma il Governo non dà certezze sulla data di partenza. E l’industria lancia l’appello

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
2 feb 2024 alle 17:00
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Si chiama “effetto annuncio” ed è quello che l’enciclopedia Treccani definisce “variazione del comportamento degli operatori economici per effetto dell’annuncio di provvedimenti di politica economica da parte delle autorità di Governo dell’economia”.
Nel nostro caso, “operatori economici” sono gli automobilisti italiani interessati a compare un’auto elettrica e disposti ad aspettare ancora un po’, prima di passare alle zero emissioni: “Perché accontentarsi di un incentivo da 5.000 euro se l’Esecutivo promette aumenti fino a 13.750 euro?” si saranno chiesti in molti. Il risultato è che il mercato di gennaio delle vetture full electric si dimezza rispetto all’anno scorso.
Ritardi e promesse
Era stato del 4,2% il market share dei BEV (Battery electric vehicles) alla fine del 2023: numeri già poco incoraggianti nel confronto col resto d’Europa, ma che ora scendono addirittura a quota 2,1%, con appena 2.984 vendite, in controtendenza rispetto alle altre alimentazioni.
Colpa non solo dei problemi annosi dell’elettrificazione, come scarsa diffusione delle colonnine di ricarica e scetticismo legato a prezzi e autonomia, ma anche dell’incertezza che regna attorno agli incentivi, partiti in ritardo (martedì 23 gennaio, seppur retroattivamente) e prossimi a un generoso restyling.

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Come saranno i nuovi incentivi
Senza entrare troppo nei dettagli – che trovate nel nostro approfondimento –, l’Ecobonus all’acquisto di un’auto elettrica aumenterà fino a 8.750 euro: basterà rottamare una vettura Euro 0-2 e avere un’Isee inferiore ai 30.000 euro, anche se gli sconti saranno più ricchi per tutti.
Ecco quindi che l’effetto annuncio paralizza parte del mercato italiano, ansioso di mettere le mani su contributi ben più succulenti. Il problema è però un altro: quanto saranno lunghi gli strascichi del clima che si è creato? Perché il Tavolo Automotive del 1° febbraio non ha fornito una data certa per la partenza dei nuovi incentivi.
Ma quando arrivano?
Fonti di InsideEVs e dell’industria dicono che i decreti attuativi verranno pubblicati non prima di marzo. Il rischio è che l’attesa del nuovo Ecobonus freni l’auto elettrica anche a febbraio e marzo stesso: un paradosso, visto che l’obiettivo degli sconti è proprio spingere il mercato delle zero emissioni.
“Massima rapidità” e “celerità” chiedono perciò le associazioni Motus-E e Unrae attraverso rispettivamente il segretario generale Francesco Naso e il presidente Michele Crisci. “Auspichiamo che sia rapido l’iter di pubblicazione del Dpcm”, rilancia da Anfia il presidente Roberto Vavassori. L’industria delle quattro ruote è quindi pronta all’elettrificazione. Ora tocca al Governo rispondere “presente”. E il prima possibile.
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