Per rendere una batteria più sicura bisogna lavorare molto anche sull’alloggiamento che la contiene e che la isola dall’esterno. Fino a oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, si è usato un involucro in metallo, ma ora si fa strada l’alternativa della plastica, che offre vantaggi sotto diversi punti di vista.

Al contenitore delle batterie per auto elettriche in plastica sta lavorando un consorzio che vede coinvolte società come la Farasis Energy, specializzata in batterie agli ioni di litio ad alte prestazioni, la Kautex Textron, che opera in vari campi legati all’automotive, e una serie di istituti di ricerca tedeschi incluso il Fraunhofer, con sede a Monaco di Baviera.

Risultati incoraggianti

L’iniziativa messa in campo, finanziata con 2,6 milioni di euro dal Ministero federale tedesco per gli affari economici e l’azione per il clima, ha preso il via quest’estate e mostra ora i primi frutti di un lavoro che durerà tre anni. Il progetto, che si chiama SiKuBa, acronimo per “alloggiamenti per batterie sicuri e sostenibili in plastica”, si pone vari obiettivi.

Il primo riguarda la sicurezza. In questo senso i ricercatori stanno valutando l’interazione dei gas e delle particelle con la custodia di plastica per capire i rischi che si corrono in caso di guasto della batteria. Grazie all’uso di simulazioni al computer, i primi alloggiamenti in plastica stanno dando risultati positivi anche messi alla prova con batterie con diverse chimiche e con architetture interne di diverso tipo.

 

Ma perché un alloggiamento per batterie agli ioni di litio in plastica è così ambito Principalmente perché è più economico e più veloce da sviluppare e da realizzare e perché è anche più leggero. Inoltre, offre anche un miglior isolamento elettrico, essendo la plastica un cattivo conduttore. Sono tutte caratteristiche che rendono questa soluzione molto attraente per chi lavora nel campo della mobilità elettrica.

Dopo la teoria, la pratica

Tornando al presente, il progetto SiKuBa ha già avviato la costruzione dei primi alloggiamenti in plastica per valutarne le caratteristiche in condizioni di laboratorio e, una volta superata una serie di prove preliminari, anche a temperature elevate, avvierà i test in condizioni reali.

In contemporanea, si cercherà di mettere a punto metodi produttivi efficaci e flessibili che consentano, una volta che la tecnologia sarà matura, di invadere il mercato come alternativa credibile alle custodie in metallo.