Se c’è un posto dove i pannelli fotovoltaici stanno prendendo piede, quel posto è la California. Ora, lo stato americano, per tradizione capofila di politiche e pratiche a tutela dell’ambiente, ha raggiunto uno storico risultato.

Grazie ai tanti impianti fotovoltaici installati sui tetti degli edifici, il Golden State ha prodotto più del 100% della domanda di energia sfruttando il solare e le altre fonti rinnovabili (eolico e idroelettrico). E lo ha fatto per 55 giorni consecutivi. C’è di più: guardando su un orizzonte temporale più lungo, questo risultato è stato raggiunto in più di 80 giorni negli ultimi tre mesi.

Produzione da rinnovabili al 136,4% della domanda

Parlando di sola energia solare, Il 28 maggio si è stabilito un record di 203,7 GWh prodotti: una quantità di energia tale da rappresentare il 102,1% del fabbisogno energetico totale della California. Considerando le rinnovabili nel loro complesso, il picco è stato addirittura del 136,4% e la produzione di energia green è stata superiore alla domanda per oltre 8 ore.

 

Fino a qui, tutto bene. Però la strada per un sistema energetico a zero emissioni è ancora molto lunga. Il fatto è che la produzione di energia da rinnovabili principalmente avviene, come è facile immaginare, durante le ore diurne. Ma il picco di domanda, invece, si ha durante le ore serali, quando le persone tornano a casa dal lavoro. Perciò, uno dei problemi da risolvere riguarda il fatto che si deve rendere disponibile l’energia prodotta da fonti non inquinanti quando c’è effettiva richiesta di energia. Altrimenti, per quanto si raggiungano picchi come quelli californiani, una parte di energia andrà sempre sprecata.

Si deve crescere nel campo delle batterie stazionarie

Una soluzione a questo problema è data dagli impianti di accumulo. È proprio costruendo sistemi stazionari per immagazzinare energia che si può migliorare il sistema energetico di una regione. Il motivo è facilmente intuibile: si produce energia green durante il giorno, la si conserva in grosse batterie (i Megapack di Tesla, per esempio) e la si cede alla rete in base alle effettive richieste. Anche in questo senso la California sta facendo progressi, ma il trucco per il successo è quello di far crescere tutti i fattori che concorrono alla creazione di un sistema energetico sostenibile in modo coerente e coordinato.

 

Però l’energia in California è molto cara. Perché?

Di fronte a risultati inconfutabili, in California esistono ugualmente detrattori delle rinnovabili. Tra coloro che credono che il sistema energetico debba restare legato, almeno in parte, alle fonti fossili, una delle argomentazioni che vengono usate con più frequenza riguarda il prezzo dell’energia praticato nello stato. È vero: in California l’energia costa molto. Però, come spiegato da un recente studio, i prezzi alti non sono legati all’uso delle rinnovabili, ma ad altre ragioni. L’alto prezzo che la California paga per il gas, per esempio, o il fatto che le compagnie abbiano ribaltato in bolletta i costi di alcuni incidenti che hanno fatto aumentare a dismisura i costi di mantenimento e riparazione dei gasdotti.

 

Non è vero, insomma, che usare energia proveniente da fonti rinnovabili faccia alzare i prezzi. Anzi: dei 12 stati americani che producono più energia rinnovabile, 7 sono tra i 10 in cui il prezzo dell’energia in bolletta è più basso. Insomma, stando a quanto mostrato dalla California, usare energia proveniente dal sole, il vento o l’idroelettrico fa bene alle tasche, oltre che all’ambiente.