L’appello è sempre lo stesso: aumentare gli investimenti nelle rinnovabili, o gli sforzi per azzerare le emissioni saranno stati vani. A lanciare l’allarme è l’Energy Transition Investment Trends 2024 di BloombergNEF (BNEF), che fotografa la crescita dell’energia pulita nel 2023 e mette nero su bianco le previsioni per questo e i prossimi anni.

Sono circa 1,64 i trilioni di euro spesi nel 2023 a favore delle tecnologie verdi, ossia il 17% in più del 2022. A guidare il balzo in avanti del verde è soprattutto il settore dei veicoli elettrici, che segnano un bel +36% rispetto all’anno passato, con quasi 586 miliardi di euro investiti.

Chi fa meglio

Seguono rinnovabili (575,5 miliardi; +8%), come eolico, solare e idroelettrico, e rete elettrica (286 miliardi). Ma ad andare bene sono anche batterie e minerali (125 miliardi) e idrogeno, cattura e stoccaggio del carbonio e stoccaggio dell’energia.

Batterie BMW 46xx

Anche il settore delle batterie dà il suo contributo alla transizione

Passando invece alla divisione geografica, a fare da locomotiva è ancora una volta la Cina, con investimenti green pari al 38% del totale nel mondo, ovvero 624,5 miliardi di euro. Europa (compreso il Regno Unito) e Stati Uniti fanno rispettivamente 383 e 280 miliardi; merito – nel secondo caso – soprattutto dell’Inflation Reduction Act (Ira).

Bisogna triplicare

Numeri promettenti, ma che preoccupano comunque gli esperti. La crescita, infatti, non basta:

“L’attuale livello di investimenti nelle tecnologie energetiche pulite non è nemmeno lontanamente sufficiente per riportare il mondo sulla buona strada verso l’azzeramento delle emissioni entro la metà del secolo”, si legge nello studio.

“Secondo il rapporto, gli investimenti nella transizione energetica dovrebbero raggiungere una media di 4,43 trilioni di euro all’anno dal 2024 al 2030 per allinearsi allo scenario Net Zero di BNEF, una traiettoria allineata all’accordo di Parigi del 2022 New Energy Outlook. Si tratta di quasi tre volte l’investimento totale osservato nel 2023”.