L'alleanza europea per batterie al sodio performanti e sostenibili
Due aziende scandinave uniscono le forze per testare materiale catodico di carbonio di origine biologica derivato dal legno
Se l’Europa delle batterie vuole ritagliarsi un posto al Sole nel campo delle batterie per auto elettriche, deve puntare su prodotti nuovi e di rottura. È quello che sta facendo Altris, azienda svedese al lavoro su batterie agli ioni di sodio dotate di soluzioni tecnologiche di nuova generazione.
Tra le mosse più recenti, quella che vede l’avvio di una collaborazione con Stora Enso, colosso del settore degli imballaggi e delle costruzioni in biomateriali. Obiettivo: trovare il modo di realizzare materiali a base di carbonio con origine biologica che possano essere utilizzati per la produzione di anodi.
Densità record
In particolare, Altris vuole valutare le caratteristiche di un materiale chiamato Lignode che Stora Enso ha iniziato a produrre da poco nel proprio impianto pilota di Helsinki, dove si trova anche il quartier generale della società finlandese. Si tratta di carbonio a base di lignina (un sottoprodotto della produzione della pasta di legno) che può trovare applicazione nella realizzazione di batterie per auto elettriche e per dispositivi di elettronica di consumo, oltre che per sistemi di stoccaggio stazionario dell’energia.
Altris ha presentato nel 2023 la sua prima batteria agli ioni di sodio per applicazioni commerciali. Ha densità energetica di 160 Wh/kg grazie all’uso di un materiale catodico brevettato, chiamato “Bianco di Prussia”, che ha una densità di 160 mAh/g e che, proprio per questo valore, è considerato il materiale catodico prodotto con materie prime di facile reperimento dalle prestazioni più alte in assoluto.
Il futuro delle batterie di sodio
La partnership tra Altris e Stora Denso assume un significato particolare perché potrebbe permettere a una realtà europea di realizzare in tempi brevi batterie agli ioni di sodio ad alte prestazioni e a basso impatto ambientale.
Le batterie agli ioni di sodio sono da tempo sotto i riflettori perché hanno prestazioni discrete e costi di produzione bassi. Soffrono di deperimento abbastanza rapido, ma tanti sono i progetti in cui si cerca di superare i limiti di questa composizione chimica. Intanto, in Cina, le prime auto con questo tipo di accumulatori sono già state messe in commercio, a dimostrazione che già ora, in un certo senso, questa tecnologia è matura, almeno per certe applicazioni.
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