Tesla aveva avvisato gli automobilisti il giorno dopo l’annuncio che la Commissione europea avrebbe aumentato le tariffe doganali sulle auto elettriche in arrivo dalla Cina: “Il prezzo di Model 3 potrebbe aumentare dal 1° luglio 2024 a causa dei dazi sull’importazione previsti”.

E ora, detto fatto. Basta dare un’occhiata al configuratore online della berlina a batterie per scoprire che la Casa ha effettivamente rivisto al rialzo i listini della vettura. Per mettere le mani sul volante della Tesla Model 3 in versione base (a trazione posteriore) non bastano più 40.490 euro: la cifra da versare diventa 41.990 euro.

Rialzi su tutte le versioni

Si tratta di un incremento di 1.500 euro che colpisce anche gli altri due modelli della berlina elettrica: la Long Range (a trazione integrale), che ora costa 49.490 euro (contro i 47.990 euro di prima) e la Performance (sempre a trazione integrale), proposta ora a 57.490 euro (contro i 55.990 euro precedenti).

Da notare che la versione base resterebbe comunque compatibile con gli incentivi all’acquisto (che prevedono un tetto massimo alla spesa di 42.700 euro) qualora il Governo rifinanziasse il fondo, esaurito in meno di 9 ore.

Tesla Model 3 Performance 2024

Il retro della Tesla Model 3

I nuovi prezzi della Tesla Model 3 in Italia

  • Tesla Model 3 a trazione posteriore: 41.990 € (prima 40.490 €; +3,7%)
  • Tesla Model 3 a trazione integrale Long Range: 49.490 € (prima 47.990 €; +3,1%)
  • Tesla Model 3 a trazione integrale Performance: 57.490 € (prima 55.990 €; +2,7%)

Recap

Le tariffe “punitive” rischiano così di trasformarsi in un boomerang contro l’Europa, preoccupata dalla possibile invasione di auto elettriche made in China che starebbero rubando fette di mercato alle Case locali.

Era stata la presidente Ursula von der Leyen ad annunciare a settembre un’indagine contro Pechino. “I mercati globali sono ora inondati di veicoli elettrici cinesi più economici – le sue parole – e il loro prezzo è mantenuto artificialmente basso da ingenti sussidi statali. Ciò sta distorcendo il nostro mercato e, poiché non lo accettiamo dall’interno, non lo accettiamo dall’esterno”.

Di luglio, quindi, la stretta temporanea di Bruxelles, che da novembre potrebbe definitivamente colpire gruppi auto come BYD, Saic, GeelyTesla e altri costruttori (anche stranieri) con fabbriche all’ombra della Grande Muraglia, imponendo tasse aggiuntive che vanno dal 17,4% al 37,6%, da sommare all’attuale 10%. Quella di Elon Musk e soci è ancora da definire, ma la Model 3 vede aumentare i suoi prezzi del 2,7-3,7%.