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Tesla Cybertruck: così l'hanno importato e omologato in Europa

Tanta burocrazia e prezzi da capogiro, ma il pick-up elettrico si può guidare nel Vecchio Continente: la storia di chi ci è riuscito

Tesla Cybertruck con targa dell'Unione europea
Foto di: InsideEVs

Grande, appariscente, costoso, controverso e campione di vendite in patria fra i pick-up elettrici davanti a Ford F-150 Lightning e Rivian R1T, il Tesla Cybertruck è uno dei fenomeni dell'ultimo anno nel mondo dell'auto.

Guidarlo in Europa è però impossibile, visto che il veicolo non è omologato per le strade del Vecchio Continente. C'è però una scappatoia. Da qualche settimana girano infatti foto social che immortalano il pick-up elettrico nei quartieri di Roma, mentre su LinkedIn è Anthony Martin, Tesla Advisor & Event Champion, a pubblicare un post (poi rimosso) dove parla di un Cybertruck immatricolato in Polonia.

InsideEVs US ha perciò parlato con alcuni automobilisti proprietari di Cybertruck omologati all'uso nell'Ue o vicini ad acquistarne uno per capire come si sono mossi. La procedura per mettere le mani sul volante dello strano pick-up a batterie non è semplice: in mezzo ci sono spedizioni dall'estero, modifiche all'hardware e un mercato grigio dei pezzi di ricambio da affrontare. Ma - citando il film Frankenstein Junior - "si può fare"-. Vediamo come.

 

Sicurezza a rischio

Era stato Lars Moravy, vicepresidente di Tesla per l'ingegneria dei veicoli, a spegnere gli entusiasmi per lo sbarco del Cybertruck in Europa: "Le normative europee richiedono un arrotondamento di 3,2 millimetri sulle parti sporgenti e, purtroppo, è impossibile arrotondare di 3,2 millimetri un foglio di acciaio inossidabile da 1,4 millimetri".

Gli esperti lo avevano però preceduto, denunciando alcune complicazioni legate al peso del veicolo, che l'avrebbe fatto rientrare nella categoria degli autocarri (o camion, che dir si voglia), limitandone l'appeal per i clienti nell'Ue, che dovrebbero procurarsi una patente specifica (categoria C).

In più, i pannelli della carrozzeria in acciaio inossidabile (difficili da piegare) renderebbero quasi impossibile superare i requisiti locali di sicurezza in caso di incidente. E anche la porta di ricarica Nacs tipica delle Tesla dovrebbe essere sostituita dal connettore Ccs2 utilizzato in Europa.

Ma niente panico, perché le fonti di InsideEVs US rassicurano: né i pannelli in acciaio inossidabile, né la porta di ricarica sono problemi reali. Per quanto riguarda poi gli spigoli, c'è una rapida soluzione anche per quelli.

 

La storia dei Cybetruck europei

Vi presentiamo quindi Norton Slovak, l'uomo dietro il sito Cybertruck.cz e proprietario del primo Tesla Cybertruck nel suo Paese, la Repubblica Ceca. La sua storia inizia circa un anno fa, quando si riunisce insieme a un gruppo di fan della Casa per importare il veicolo elettrico dagli Stati Uniti.

Il pick-up viene così prenotato e consegnato in Nord America e poi spedito privatamente nell'Ue, dove inizia il processo di omologazione. Ed ecco qua i primi problemi: le luci posteriori, rosse anziché gialle. Si tratta di unità a 48 volt su un'architettura elettrica proprietaria, che le rende difficili da modificare per conformarsi alle norme europee.

Il Cybertruck ceco viene perciò dotato di indicatori di direzione color ambra e di un fendinebbia rosso aggiuntivo nella parte posteriore.

Per quanto riguarda gli spigoli, la soluzione è invece più semplice del previsto. "Il pick-up ha subito modifiche per i bordi taglienti sotto forma di protezioni in gomma che potrebbero entrare in contatto coi pedoni nelle parti anteriore e posteriore", rivela Slovak.

Il primo Tesla Cybertruck omologato per uso stradale nella Repubblica Ceca

Il primo Tesla Cybertruck omologato in Repubblica Ceca

InsideEVs

Anche risolvere le questioni sulla ricarica non è complicato: basta cambiare l'adattatore, passando dal Nacs al Ccs2. Infine la sorpresa: il peso di 2.995 chili è in realtà inferiore al limite previsto per i veicoli di categoria B (le auto, per intenderci), quindi il Cybertruck può essere guidato senza patente C.

Le cose si complicano dopo, quando si parla di ricambi e assistenza: "Abbiamo contatti negli Stati Uniti e ogni pezzo deve essere acquistato lì e poi spedito in Europa, dove possiamo riparare il veicolo", confessa Slovak in un'e-mail. Gli automobilisti devono quindi accettare lunghi tempi di attesa. Per gli aggiornamenti software basta invece una rete wifi.

Altro passaggio è il visto di un esperto che esamini l'intero veicolo, verifichi eventuali non conformità, lo misuri e lo pesi in una struttura accreditata e rilasci un'eccezione ai fini dell'immatricolazione.

E i costi? La Foundation Series a doppio motore costa 100.000 dollari negli USA. Sommando i costi di spedizione, di omologazione individuale e di immatricolazione, le spese aumentano vertiginosamente.

Un video del Cybertruck ceco

Le "agenzie"

Esistono anche società specializzate in tutte le pratiche burocratiche per l'import-export del pick-up. Un'azienda olandese chiamata Next Exclusives si occupa della vendita di auto di lusso ed è vicina a importare un Cybertruck All-Wheel Drive Foundation Series che, a suo dire, sarebbe il primo immatricolato e venduto nell'Ue.

Il prezzo? Ben 356.950 euro. Contattata da InsideEVs US, la società spiega: "Nei Paesi Bassi circolano molti pick-up americani, come il Dodge Ram e il Ford F-150. Il Cybertruck è però più esclusivo di una Lamborghini Urus e, grazie a questo, è possibile accedere a un nuovo mercato in Europa". La consegna è prevista per agosto, ma questo non impedisce alle persone di chiedere informazioni.

"A causa dell'esclusività e dei vantaggi fiscali offerti dal Paese, c'è più interesse di quanto ci aspettassimo inizialmente. Speriamo di raggiungere un accordo in questi giorni.

L'omologazione individuale non è qualcosa di unico. Può utilizzarla chi vuole importare un'auto mai consegnata in Europa dal produttore o chi ha costruito un'auto in kit.

Riteniamo che non causerà alcun problema. È la stessa procedura che si segue per importare una Nissan R34 GT-R dal Giappone".

 

Difficile dire quanti siano ora i Tesla Cybertruck in giro per l'Europa. Circolano diverse storie su pick-up in arrivo nei porti europei e girano voci su procedure avviate in Germania, anche se InsideEVs US non è riuscita a contattare le persone interessate. Di sicuro c'è che esemplari dello strano veicolo d'oltreoceano continueranno a sbarcare nel Vecchio Continente.