Così General Motors abbasserà i prezzi delle sue auto elettriche
La Casa americana punta a una riduzione di circa 6.000 dollari a vettura. Il segreto? Intervenire sulla chimica delle batterie
La corsa è iniziata. Quasi tutte le Case preparano auto elettriche economiche, anche per competere con le vetture cinesi. E ora l'americana General Motors si unisce alla gara. Lo fa intervenendo direttamente sui componenti più costosi dei veicoli: le batterie.
Lo spiega il nuovo vicepresidente del reparto accumulatori Kurt Kelty, che all'Investor Day di GM illustra la strategia per ottenere batterie più economiche. Il segreto sta nel rivedere chimica e packaging, per abbassare i prezzi di 6.000 dollari ad auto.
Si passa alle batterie LFP
Punto di partenza è l'addio a Ultium e alle celle al nichel-manganese-cobalto (NMC). La Casa passerà ora alle più economiche batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), che - grazie alla loro chimica - garantiscono più stabilità e sono anche più amiche dell'ambiente, perché non utilizzano minerali come cobalto o nichel, difficili da reperire, al centro di questioni etiche legate alle estrazioni e con costi di produzione alti.
Le controindicazioni sono una minor densità di energia e, perciò, una riduzione dell'autonomia, oltre a una certa mancanza di feeling col freddo. Gli accumulatori LFP offrono comunque una percorrenza da centinaia di chilometri, utili nel quotidiano e per far conoscere l'auto elettrica alla massa, in attesa che i motori a combustione non siano più in circolazione. In ogni caso, GM non abbandona la chimica NCM per gli automobilisti che hanno bisogno di più autonomia, come chi guida veicoli elettrici ad alte prestazioni o camion.
Il costruttore farà poi un passo indietro nel suo approccio alla batteria "unica". Nonostante la modularità sia indubbiamente utile alla redditività, la Casa considera più utile adattare i pacchi batteria ai singoli modelli. Il trucco consiste nel passare dalle celle a sacchetto a quelle prismatiche. Così, secondo le stime, la produzione dei pacchi sarà più semplice ed economica, riducendo il numero dei moduli fino al 75%.
Consigliati per te
Il modello Netflix non piace, ma le Case auto propongono abbonamenti
Hotel e auto elettriche: il business della ricarica cresce
Anche le auto GM si guidano da sole
Greenvolt porta il fotovoltaico industriale a Cucciago
La ricarica rapida degrada di più le batterie: lo studio
L'elettrico di BYD si prepara a entrare in Formula 1
Tutti i tipi di batteria per auto elettriche, spiegati nel dettaglio