Così l'intelligenza artificiale rivoluziona il mondo delle batterie
Diverse aziende sfruttano l'IA per individuare problemi, prevenire incendi o migliorare la ricarica degli accumulatori nell'auto elettrica
Pensiamo alle batterie come al cuore dell’auto elettrica. Come si cura un cuore artificiale in fiamme? Semplice: usando l’intelligenza (anch’essa) artificiale. Metafore a parte, sono diverse le aziende che investono nell’IA per risolvere problemi di sviluppo e altri difetti potenzialmente responsabili di incendi degli accumulatori, oppure semplicemente per migliorarne le prestazioni.
Come il costruttore cinese Nio, per esempio, che ha recentemente firmato una partnership con la britannica Monolith per analizzare in tempo reale la ricarica automatizzata delle batterie nelle stazioni di battery swap, con l’obiettivo di migliorare il “pieno” di elettroni e aumentare l’energia immagazzinata. Ma il costruttore asiatico non è solo.
Check-up veloce
A fare compagnia ci sono società come la californiana PDF Solutions, che insegna la struttura delle celle al suo modello di intelligenza artificiale: così il software trova e segnala immediatamente tutte le anomalie che le capitano a tiro.
“Se la nostra soluzione conosce l’interno delle batterie e ci dice 'Ehi, questo non è ciò che dovrei vedere’, allora lo stesso sistema può essere applicato a diverse linee di produzione e otteniamo scalabilità industriale”.
Una battery swap station di Nio
Sempre della California è la startup UnitX, che sfrutta la tecnologia 3D per individuare qualsiasi anomalia ad altissima velocità: si parla di una scansione ogni 3,5 secondi, contro i 5 minuti dell’occhio umano. L’azienda può poi riqualificare gli ispettori in carne e ossa all’uso dell’IA.
Benefici per tutti
Stando alla già citata Monolith, l’intelligenza artificiale potrebbe così dimezzare i tempi dei test delle batterie. Per gli automobilisti, i benefici vanno invece da una ottimizzazione della ricarica a un aumento della durata delle batterie del 10-20%. Ma attenzione, perché l’IA “non è una panacea e non è magia; è solo molto brava a predire le cose”: parola di Keven Wang, ceo di UnitX.
Fonte: ANE
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