Tesla va avanti con le nuove batterie 4680D: il rapporto
La Casa sta sviluppando quattro versioni aggiornate delle famose celle 4680, che arriveranno nel 2026: ecco cosa sappiamo
Mentre sposta parte dell'attenzione dalle auto elettriche a intelligenza artificiale e robotica, Tesla continua lo sviluppo delle batterie per modelli di prossima generazione. Gli obiettivi sono miglioramento delle prestazioni, riduzione dei costi e diffusione di massa.
Lo rivela un rapporto di The Information, giornale americano informato da persone a conoscenza dei piani della Casa, secondo i quali sono previste quattro nuove versioni delle celle 4680, in uscita entro il 2026.
Quattro nuove batterie 4680
In questo momento, Tesla produce mezzo milione di celle 4680 al giorno, a dimostrazione del fatto che sarebbero stati superati i colli di bottiglia che ne limitavano la diffusione di massa. La Casa sta però faticando a produrre la prossima generazione di queste celle, note come 4680D, dove la lettera D indica un nuovo processo di produzione "a secco". Ma a che serve?
Stando all'Oak Ridge National Laboratory, gli elettrodi delle batterie tradizionali utilizzano un impasto umido costoso, dannoso per l'ambiente e che occupa molto spazio in fabbrica. Il processo a secco elimina questi solventi tossici mescolando "polveri secche con un legante": un metodo più efficiente ed ecologico.
Musk ha perciò dato ai suoi ingegneri una scadenza a fine anno per sbloccare la produzione di massa dei catodi a secco, ponendo come alternativa l'abbandono del progetto. L'obiettivo comprende anche la riduzione del costo di produzione delle attuali celle 4680.
Arrivando al punto, esisteranno quattro versioni della cella 4680 con catodo secco: NC05, NC20, NC30 e NC50 (con la sigla NC che significa "nuova cella"). La NC05 dovrebbe alimentare il Robotaxi, che perciò arriverà in strada nel 2026, nonostante la presentazione fissata al 10 ottobre prossimo.
La NC20, più densa di energia, alimenterà un SUV elettrico (nuova Tesla Model Y?), il Cybertruck e potenzialmente altri futuri veicoli elettrici.
Le NC30 e NC50 introdurranno gli anodi di silicio-carbonio. L'anodo, se realizzato con carbonio silicio, può contenere più litio, migliorando così autonomia e velocità di ricarica. A quanto sembra, la NC30 sarà installata in una futura berlina e sempre nel Cybertruck, mentre la NC50 sarà utilizzato nelle versioni ad alte prestazioni.
La situazione oggi
Attualmente, Tesla acquista la maggior parte delle batterie dalla giapponese Panasonic, dalla cinese Contemporary Amperex Technology Ltd (CATL) e dalla coreana LG Energy Solution, ma sta anche producendo in serie le proprie celle 4680.
Musk aveva detto che la produzione in massa delle celle 4680 avrebbe aiutato Tesla a realizzare auto elettriche economiche. L'avvio della produzione è stato un incuboa i, ml 2026 potrebbe essere l'anno della svolta, anche per altre Case, che prevedono di lanciare vetture accessibili.
Consigliati per te
Il Tesla Semi entra in produzione (per davvero)
Hotel e auto elettriche: il business della ricarica cresce
Perché la Tesla Model Y L potrebbe arrivare in Europa
Greenvolt porta il fotovoltaico industriale a Cucciago
Calenda chiede a Salvini di autorizzare la guida autonoma di Tesla
L'elettrico di BYD si prepara a entrare in Formula 1
Così Tesla "prevede" (ed evita) le code ai Supercharger