Tesla vuole prodursi da sola anche le batterie LFP?
Sul sito della Casa compaiono annunci di lavoro per ingegneri specializzati in questa tecnologia: ecco cosa significa
Tesla ha pubblicato un interessante annuncio di lavoro sul proprio sito web. Secondo quanto scritto, serve una figura specializzata in grado di lavorare su composizioni chimiche per batterie ancora non utilizzate dalla Casa.
Nello specifico, si è a caccia di un Senior Cell Materials Engineer per seguire un programma di sviluppo di materiale catodico ed elettrodi per celle con chimica al litio-ferro-fosfato (LFP). La posizione è aperta presso la sede centrale della Casa per quanto riguarda intelligenza artificiale e ingegneria, a Palo Alto, in California.
Si vuole creare un team completo
Si legge: “Il tuo compito sarà guidare gli sforzi di convalida del team interfunzionale dei nostri materiali catodici LFP, sviluppando nuovi materiali e test elettrochimici per accelerare i tempi di qualificazione e portare le competenze del gruppo di lavoro nell’interpretazione dei dati elettrochimici e dei materiali a un livello superiore”.
La posizione di ingegnere capo non è però l’unica aperta da Tesla nel campo della ricerca nelle batterie. Tutte le posizioni sono consultabili sulla pagina ufficiale, a questo link. Ma perché Tesla sta cercando esperti nel campo delle batterie LFP? Proviamo a capirlo.
da sinistra: Tesla Model 3 (alias Highland) e Tesla Model Y del 2024
L'importanza di produrre internamente
Tesla, fin dalle origini, ha provato a costruirsi un ecosistema completo per quanto riguarda la fornitura di batterie (e non solo). Ha sempre creduto nel potere dell’indipendenza e, per questo, già quando iniziò a produrre le prime auto elettriche, mise in piedi la Gigafactory Nevada insieme a Panasonic.
Poi i volumi sono aumentati e la necessità di affidarsi a produttori esterni si è fatta inevitabile. Ciononostante, l’approccio misto è quello preferito e tutt’ora praticato. Da una si parte produce internamente, dall’altra si acquista all’esterno.
La Casa ha detto che avrebbe seguito questo modello di business anche per le nuove batterie 4680, che sta costruendo da sola in Texas ma che comprerà (se ci saranno condizioni favorevoli) anche da altri.
Tesla Gigafactory Texas: dove nascono le batterie 4680
Una tecnologia in forte crescita
Ora veniamo alle batterie LFP. Si tratta di un tipo di accumulatori agli ioni di litio che si stanno facendo largo sul mercato e che Tesla stessa utilizza per i suoi modelli entry level: Model 3 e Model Y a trazione posteriore. In futuro, le LFP, che grazie agli sforzi di tanti produttori stanno migliorando le proprie caratteristiche, avranno maggiori densità energetica e velocità di ricarica.
Tesla non vuole lasciare il pallino del gioco agli altri. Maneggiare questa tecnologia, magari con innovazioni proprietarie, potrebbe dare un grande vantaggio competitivo. Anche per un altro motivo. Per ora, la Casa acquista queste batterie dalla Cina, precisamente da CATL e BYD. La guerra occidentale dei dazi verso i produttori del Paese del Dragone, però, impone condizioni economiche di acquisto meno favorevoli. Un motivo in più per ragionare su batterie LFP made in USA.
Fotogallery: Tesla e la produzione delle celle 4680
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