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L'Ue prova a rispondere alla crisi: 3 miliardi alle batterie

Mentre la Cina continua a spedire auto elettriche e ibride plug-in, dall'Europa arriva un maxi-finanziamento agli accumulatori

Battery of an electric vehicle

Pioggia di fondi per le batterie “made in Ue” dell’auto elettrica. Arriva da Commissione europea e Banca europea per gli investimenti (Bei), che annunciano un investimento complessivo da 3 miliardi di euro.

Si tratta precisamente di 200 milioni da integrare al programma InvestEu del Fondo per l’Innovazione (da 1 miliardo) e di altri 1,8 miliardi destinati alla “più ampia catena del valore” degli accumulatori.

Dalla produzione al riciclo

Il primo tesoretto finanzierà “progetti innovativi lungo la catena del valore della produzione di batterie europea”, come tecnologie per “produzione di componenti o tecniche di riciclo”, con gli obiettivi di:

  • “aiutare le aziende a colmare il divario tra la fase di ricerca e sviluppo e la distribuzione commerciale su larga scala;
  • ridurre i fallimenti del mercato;
  • sfruttare i finanziamenti pubblici per mobilitare gli investimenti privati;
  • contribuire alla creazione di catene di fornitura innovative e resilienti per l'accumulo di energia in Europa”.

La risposta cinese

L’iniziativa viene annunciata proprio quando dalla Cina parte una nave-cargo con quasi 5.000 auto elettriche e ibride plug-in destinate al Vecchio Continente. E intanto pare che i costruttori cinesi si stiano riattrezzando per evitare i dazi fino al 45,3% sulle importazioni di veicoli full electric nell’Ue.

Bypass delle nuove tasse sarebbe un aumento della produzione e dell’invio di vetture ibride, risparmiate dalla stretta di Bruxelles. Gli esperti sentiti dall’agenzia Reuters stimano una crescita dell’export di auto ibride pari al 20%.