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Arriva la Fiat Grande Panda elettrica. Cosa succede alla Fiat 500e?

Col city-SUV a meno di 25.000 euro, quale futuro per la citycar da quasi 30.000 euro, in crisi di vendite e in attesa di restyling?

Gli interni della Fiat Grande Panda
Foto di: Fiat

Con l’arrivo della Grande Panda, anche Fiat ha la sua auto elettrica economica. Al prezzo base di 24.900 euro, il city-SUV torinese si affianca ad altri modelli sotto la soglia dei 25.000 euro, come Hyundai Inster (24.900 euro), Leapmotor T03 (18.900 euro) e Dacia Spring (17.900 euro).

Ora che il marchio italiano entra nella fetta di mercato elettrico preferita dagli automobilisti, quale destino spetterà alla vecchia Fiat 500e, citycar da 29.950 euro (5.050 euro in più della giovane sorella) alle prese con una crisi di vendite?

Vendite in calo e stop alla produzione

Stando alle ultime indiscrezioni, dopo gli stop&go dei mesi scorsi e la ripresa del 20 gennaio, la produzione della vetturina a Mirafiori verrà confermata anche a febbraio, mentre l’auto va in promozione a 21.739 euro. Del doman non c’è certezza. O meglio, delle settimane da marzo in poi. Di sicuro c’è invece che la Fiat Grande Panda sbarcherà nelle concessionarie proprio a marzo.

Fiat 500 Elettrica

Fiat 500e

Fiat Grande Panda (2024)

Fiat Grande Panda elettrica

La storia di Mirafiori

Produzione della Fiat 500e a Mirafiori

È quindi possibile che Stellantis stia prendendo tempo prima di decidere il futuro della 500e. Anche se, considerando tanto i fermi alle linee produttive (partiti il 13 settembre), quanto i freddi numeri, per Fiat sembrerebbe non esserci scelta.

Dal 2021 al 2024, le immatricolazioni della citycar in Italia sono costantemente diminuite, passando dalla prima alla settima posizione in classifica, da 10.753 a 2.345 unità e dal 15,9% al 3,6% del market share elettrico (dati Unrae).

Fiat 500e Posizione Vendite Quota di mercato
2024 7 2.345 3,6%
2023 3 4.749 7,1%
2022 1 6.285 12,7%
2021 1 10.753 15,9%
2020 (nov-dic) 5 2.175 6,7%

Una promessa da mantenere

Il discorso si complica però alla luce delle promesse del costruttore e dell’accordo di dicembre col Governo. Basato su un “Piano Italia”, il patto vede l’azienda impegnarsi a garantire piena occupazione nelle fabbriche italiane.

Pensionare anzitempo la Fiat 500e vecchia e aspettare da subito l’arrivo della nuova (confermata dal responsabile europeo Jean-Philippe Imparato) significherebbe venir meno alle parole date. Un aiuto in questo senso arriverà quasi certamente dalla nuova Fiat 500 ibrida, basata sulla versione elettrica e prodotta a Mirafiori entro fine 2025.

Con lei la Casa punta a risollevare le vendite e dare piena occupazione alle linee produttive di Mirafiori, andando anche a colmare un vuoto lasciato dalla vecchia Lancia Ypsilon. Con la nuova generazione, infatti, il gruppo rimane orfano di un modello glamour (perdonateci il termine) capace di conquistare la parte alta delle classifiche di vendite. Il retrofit elettrico-mild hybrid darà anche un bel taglio del listino.

Tavolo Stellantis

Il ministro Adolfo Urso e Jean-Philippe Imparato a margine del Tavolo Stellantis

Foto di: Mimit

Un passo fondamentale per rispettare quanto promesso un mese fa. Anche perché la Grande Panda non è prodotta in Italia, ma in Serbia, e la nuova 500 elettrica esordirà non prima del 2026, anno di debutto della piattaforma STLA Small, su cui, verosimilmente, si baserà.

Qualunque sia la sorte della 500e, la Grande Panda avrà il compito di fermare l’emorragia di vendite elettriche del marchio Fiat, che nel 2024 (contando tutte le motorizzazioni) ha perso il 17,6% dei nuovi clienti rispetto al 2023. A dare maggiori informazioni potrebbe essere il presidente John Elkann, atteso mercoledì 19 marzo in Parlamento per riferire sui piani di Stellantis.