Il Politecnico di Torino guida l’Italia verso batterie Li–S Gen5
Questo potrebbe cambiare il volto dell’auto elettrica e proiettare l'Italia al centro dell’innovazione energetica europea
L’Italia entra con forza nel panorama europeo dell’innovazione energetica: il Politecnico di Torino, unico rappresentante italiano nel consorzio TALISSMAN, gioca un ruolo chiave nel progetto che ambisce a rivoluzionare le batterie di quinta generazione.
Dal primo luglio 2025, con quasi 5 milioni di euro stanziati da Horizon Europe, TALISSMAN – coordinato da CIDETEC in Spagna e progettato per concludersi nel 2029 – punta a creare batterie litio-zolfo (Li–S) Gen5, più leggere, sicure, sostenibili e potenti rispetto alle tradizionali celle agli ioni di litio.
Tra i nove partner spicca il Politecnico di Torino, tramite il suo Dipartimento DiSAT, che riceve un finanziamento diretto e guida il lavoro scientifico sulle due linee progettuali: la Gen2027, con tecnologie ibride quasi‑solide, e la Gen2030, orientata verso celle allo stato solido.
Il team torinese si dedica al cuore delle sfide Li–S: la produzione di anodi in litio metallico 3D, la creazione di catodi a base di zolfo avanzati, la formulazione di elettroliti innovativi e la compatibilità dei materiali con gli attuali impianti produttivi di batterie.
Cosa si studia a Torino
Al centro dei loro studi c’è la lotta contro l’“effetto shuttle” dei polisolfuri – fenomeno che riduce la durata delle celle – e la stabilità dell’interfaccia tra anodo e elettrolita, elementi fondamentali per garantire performance e sicurezza. TALISSMAN si propone obiettivi ambiziosi: raggiungere una densità energetica fino a 550 Wh/kg e almeno 700 cicli di vita delle batterie – numeri fino a due volte superiori alle performance delle batterie al litio‑ione attuali.
Un aspetto strategico riguarda anche la sicurezza: con l’adozione di elettroliti quasi‑solidi o solidi, si riduce drasticamente il rischio di incendi, un fattore fondamentale per la diffusione nei veicoli elettrici.
Un approccio sostenibile
Inoltre, il progetto si fa porta bandiera anche sul fronte economico e ambientale: il target è un costo inferiore a 75 €/kWh entro il 2030, grazie all’uso di zolfo – un materiale abbondante e poco costoso – e al design sostenibile delle celle fin dalla fase di sviluppo.
L’approccio “Safe & Sustainable by Design” si concretizza in innovazioni legate a eco-design, recupero di materiali e valutazioni del ciclo di vita, con l’obiettivo di una filiera industriale competitiva, sostenibile e orientata al riciclo.
Consigliati per te
La Francia riparte con gli incentivi auto elettriche
Al via le prove del veicolo elettrico Tesla senza volante
Kia EV9 vs Skoda Peaq, la sfida tra maxi suv a 7 posti
BYD aumenta la produzione delle (economiche) batterie LFP
L'auto elettrica non ha il frunk? Ecco la soluzione
Tesla Phone? Non proprio: ecco cosa sta "cucinando" Elon Musk
I robotaxi fanno meno incidenti degli uomini