Tesla lancia il Robotaxi a New York: è sfida con Waymo
Dopo il debutto in California, il servizio arriva a Brooklyn. Tesla accelera sull’autonomia, ma serve ancora il conducente a bordo
Dopo il debutto in California, il servizio Robotaxi di Tesla è pronto ad espandersi in nuovi mercati statunitensi e guarda con decisione a New York City, più precisamente al quartiere di Brooklyn.
Un’area nota per il traffico congestionato, le doppie file, le e-bike che sfrecciano ovunque e i semafori “flessibili”, insomma un vero banco di prova per qualsiasi tecnologia di guida autonoma, figuriamoci per un sistema ancora in fase beta come il Full Self-Driving (FSD) di Tesla.
Secondo quanto emerge dagli annunci di lavoro pubblicati sul sito dell’azienda di Elon Musk, Tesla sta cercando “vehicle operators” in diverse città americane, tra cui anche Arizona, Florida, Nevada e Texas. Queste figure non sono semplici autisti: devono monitorare i veicoli durante i test, pronti a prendere il controllo in caso di necessità. Perché, va detto, nonostante il nome "Robotaxi", l’auto non è ancora completamente autonoma.
Cosa sta facendo Tesla negli Stati Uniti
In California, dove il servizio è già attivo, Tesla offre un’esperienza simile a quella di un Uber o di un taxi tradizionale, ma con il sistema FSD alla guida e il conducente che interviene solo se qualcosa va storto. Questo perché Tesla, pur avendo ottenuto la licenza per operare come servizio di trasporto passeggeri, non ha ancora i permessi per far circolare flotte completamente senza conducente umano.
Nel frattempo, Tesla non nasconde la sua ambizione: sfidare apertamente Waymo (azienda di Alphabet/Google), considerata oggi la vera pioniera della guida autonoma negli Stati Uniti, con veicoli effettivamente driverless operativi in alcune aree suburbane. Ma se Waymo si muove con cautela, Tesla segue la sua classica filosofia “lancia prima, sistema dopo”.
Tesla Robotaxi
Un’espansione rapidissima (e rischiosa)
Waymo ci ha messo anni per portare le sue auto autonome in una manciata di sobborghi. Tesla, invece, sembra giocare a Risiko: una città dopo l’altra, come fossero territori da conquistare, e con una velocità che fa discutere. Difficile immaginare che il caos di Brooklyn (una delle aree più complicate per la guida urbana negli USA) sia il contesto ideale per il debutto di un sistema ancora in fase di test.
Nonostante le promesse, il Full Self-Driving di Tesla non è (ancora) guida autonoma di Livello 4 o 5, ma un sistema avanzato di assistenza alla guida che richiede supervisione costante. Elon Musk continua a ribadire che l’azienda è “super paranoica” sulla sicurezza, ma intanto procede spedita nel voler dimostrare che può fare concorrenza ai player più avanzati del settore, anche se i suoi veicoli richiedono ancora la presenza umana a bordo.
Fotogallery: Tesla Robotaxi
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