Come funziona il robot di ricarica per robotaxi: video
Si chiama Rocsys M1 e punta ad arrivare in Europa con un tasso di successo del 99,9%
I robotaxi stanno arrivando e le flotte avranno bisogno di ricaricarsi, possibilmente senza intervento umano. Ed è qui qui che entrano in gioco aziende come Rocsys.
La società ha presentato quello che definisce il primo sistema al mondo di ricarica completamente automatizzata e multi-postazione per robotaxi. Battezzato Rocsys M1, il sistema è in fase pilota, mentre il lancio commerciale è previsto per il 2027. L’azienda punta a supportare migliaia di punti di ricarica tra Nord America ed Europa.
Ma come funziona? Al centro del sistema c’è un grande braccio robotico montato su una guida sopraelevata installata sopra l’area di ricarica. Secondo Rocsys, ogni sistema è in grado di servire fino a dieci stalli.
Successo al 99,9%
Una volta che il robotaxi si posiziona, il carrello individua il veicolo, fa scendere il braccio robotico dall’alto, preleva il connettore dalla sua sede e lo inserisce nella presa di ricarica dell’auto.
Un altro aspetto rilevante è la compatibilità: il sistema non è vincolato a un singolo produttore né a uno specifico standard di ricarica. Questo significa che può operare con flotte miste e con diverse tipologie di infrastrutture. Nelle dimostrazioni, il robot è persino in grado di aprire manualmente lo sportello della presa di ricarica nei veicoli che non dispongono di un’apertura motorizzata.
Rocsys dichiara un tasso di successo del 99,9% nelle operazioni di collegamento. Inoltre, in un parcheggio da 50 postazioni dedicato ai robotaxi, il sistema potrebbe aumentare la produttività fino al 75% e generare risparmi annuali nell’ordine di 1,7 milioni di dollari.
Scuola Tesla (quasi)
L’idea di automatizzare la ricarica non è nuova. Più di dieci anni fa, Elon Musk aveva presentato un concept simile per Tesla, soprannominato “Solid Metal Snake”. Ma il progetto non è mai arrivato sul mercato. Nel frattempo, il settore ha esplorato altre soluzioni, come la ricarica wireless. La stessa Tesla, ad esempio, ha già annunciato che il Cybercab utilizzerà esclusivamente la ricarica induttiva.
Mano umana
Con l’espansione delle flotte autonome da parte di operatori come Waymo, la presenza umana resta comunque indispensabile. Gli operatori monitorano i veicoli da remoto, intervengono in caso di difficoltà e si occupano della gestione quotidiana della flotta, inclusi pulizia e ricarica. Almeno per ora.
Il sistema di Rocsys potrebbe eliminare la necessità di un operatore per collegare il cavo di ricarica, ma non risolve ancora ogni aspetto della manutenzione. Un passeggero potrebbe dimenticare uno zaino sul sedile, rovesciare uno snack sul pavimento o, nei casi peggiori, lasciare l’abitacolo in condizioni che richiedono una pulizia approfondita. Anche per questo, non è difficile immaginare che, in futuro, arrivino nuove soluzioni robotizzate dedicate alla manutenzione interna dei veicoli.
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