Come importare auto elettriche cinesi non vendute in Italia
L’esportatore EV Marketplace aiuta gli automobilisti europei a guidare la vettura “proibita”. Ma ci sono diversi problemi
Quanto sarebbe bello guidare quel “frutto proibito” delle auto elettriche cinesi? Il problema è che le possibilità di vedere certe vetture al di fuori dalla Cina sembrano basse. Facciamo un esempio: Xpeng esporta il crossover G6, mentre la berlina Mona, delle dimensioni di una Tesla Model 3, resta in patria. Almeno per ora.
La situazione in Europa, però, potrebbe presto cambiare. Una società specializzata in esportazioni e importazioni di nome EV Marketplace annuncia infatti una modifica al proprio modello operativo: adesso lavorerà direttamente con i singoli acquirenti.
A prima vista non sembra una rivoluzione, ma bisogna considerare che normalmente i grandi esportatori trattano soltanto con clienti importanti, disposti a ordinare volumi consistenti.
GAC Aion Y
Come funziona e quanto costa
EV Marketplace, invece, ha fissato l’ordine minimo a una sola auto, offrendo anche assistenza per l’omologazione nel Paese di destinazione. In pratica, chi vive in Europa, Italia compresa, e vuole guidare una Xiaomi SU7 senza attendere il 2027 può importarla subito. Stesso discorso per l’economica Geely Xingyuan.
La società afferma di lavorare con concessionarie cinesi affidabili, garantendo così i prezzi locali. L’omologazione in Ue richiede un costo extra di 2.500 dollari (più 400 dollari aggiuntivi per i modelli ibridi plug-in): sono 2.155 euro (più 345 euro).
I problemi
Sulla carta sembra un’ottima idea, ma bisogna ricordare che i prezzi stracciati della Cina difficilmente si trasferiranno per interno. Innanzitutto c’è il costo di spedizione: trasportare in Europa un veicolo da due o tre tonnellate non è semplice. In secondo luogo, e forse più importante, queste auto saranno soggette ai dazi dell’Unione europea sulle auto elettriche importati dal Paese del Dragone. E poi, come accennato, c’è l’omologazione.
Xiaomi YU7 infotainment in cinese
Ancora: le prese di ricarica sono basate sullo standard cinese GB/T, non CCS1 o CCS2. L’infotainment sarà quasi certamente in cinese e potrebbe non offrire traduzioni in inglese. Persino i modelli più avanzati, dotati di traduzione in inglese, usano spesso app integrate che si collegano solo a internet cinese, non al resto del mondo. Infine non esiste garanzia né assistenza post-vendita: se qualcosa va storto, non c’è nessuno a cui rivolgersi.
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