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La produzione di batterie per auto elettriche va troppo veloce
L'offerta supera la domanda e, così, i prezzi continuano a scendere. In futuro, però, potrebbe esserci problemi con le materie prime

Foto di: InsideEVs

Di: Suvrat Kothari
Tradotto da: Riccardo Ciriaco
26 ago 2025 alle 07:00
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La corsa globale alle batterie è in surriscaldamento. La produzione per auto elettriche e sistemi di accumulo energetico, infatti, è talmente aumentata che oggi l’offerta supera la domanda con un rapporto di 1 a 3. A trainare questa sovracapacità sono soprattutto i produttori cinesi, che però non sembrano intenzionati a rallentare, nemmeno di fronte a un calo della richiesta.
Eppure cinque anni fa nessuno parlava di “troppe batterie”. Ora, invece, la capacità produttiva mondiale è fuori sincronia con la domanda, coi costruttori cinesi parte del problema. Pesa, però, anche il rallentamento delle vendite di auto elettriche.
Eccesso di produzione
In numeri (secondo dati di S&P Mobility citati dalla testata giapponese Nikkei), nel 2025 la capacità produttiva globale di batterie per veicoli elettrici è attesa a 3.930 GWh, contro una domanda stimata di soli 1.161 GWh. E questo senza contare gli impianti in costruzione in Cina, la cui capacità non è stata ancora resa pubblica.
A guidare la corsa è CATL, il più grande produttore di accumulatori al mondo, seguito da BYD, che domina tra auto elettriche e ibride plug-in (rilevazioni dello SNE Research della Corea). Al contrario, i gruppi giapponesi e coreani che un tempo dettavano legge nella produzione di celle agli ioni di litio perdono terreno in tutto il mondo.

Fabbrica CATL
Dentro una batteria EV
Una batteria per auto elettriche è composta da anodi, catodi, separatori ed elettroliti. L’anodo immagazzina gli ioni durante la ricarica, il catodo li riceve durante la scarica e determina gran parte delle prestazioni della batteria: capacità, tensione, densità e durata. I separatori tengono lontani i due poli e gli elettroliti si occupano di trasportare gli ioni.
Ogni elemento richiede fornitori e impianti specifici. L’attuale boom produttivo deriva anche dall’espansione della capacità per questi materiali. Colossi come CATL, BYD e LG Energy Solution stanno integrando verticalmente la produzione interna, ma la maggior parte dei player continua ad affidarsi a fornitori specializzati.

Batteria CATL
Foto di: CATL
I progetti rallentano
L’eccesso di capacità costringe ora le aziende a rinviare o ridimensionare gli investimenti. Secondo Nikkei, Panasonic non raggiungerà il picco produttivo nel nuovo stabilimento in Kansas prima del 2027, anche a causa della domanda in calo dal suo principale cliente, Tesla. E se a New York le nuove Model Y riempiono le strade, a livello nazionale le vendite restano lente. Anche LGES ha rallentato lo sviluppo del suo impianto in Michigan.
Il rischio per la filiera
Sul lungo periodo, però, questa sovracapacità rischia di soffocare l’estrazione delle materie prime, rallentando l’intera catena di approvvigionamento proprio quando, dopo il 2030, è atteso un nuovo boom della domanda di auto elettriche.
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