Le Case credono ancora nell'auto elettrica? Sì, ma rivedono i piani
Hyundai è solo l'ultima in ordine di tempo. Tanti costruttori aggiustano le strategie verso l'elettrificazione. Cosa sta cambiando?
Una decina di anni fa o poco meo, quando la transizione verso la mobilità elettrica ha iniziato a prendere piede, tutte le Case hanno annunciato piani industriali verso le zero emissioni con piattaforme, modelli, previsioni di vendita.
Poi, tra Covid, crisi dei chip e mutate condizioni di mercato, tutti i costruttori hanno rivisto la strategia. Non rinnegando quanto affermato in precedenza, ma aggiustando il tiro. E continuano a farlo mano a mano che lo scenario della mobilità evolve verso nuovi modelli.
Hyundai a tutta elettrificazione
Hyundai, per esempio, ha appena dichiarato i programmi da qui al 2030. Secondo le previsioni, le vendite di auto elettrificati dovrebbero arrivare a 3,3 milioni all’anno, forti anche dell’ampliamento dell’offerta che andrà a coprire tutti i segmenti di mercato con 18 modelli ibridi e una gamma completa di vetture completamente elettriche. Riguardo a queste ultime, la Casa non ha né smentito né confermato gli annunci passati, secondo cui alla fine del decennio ci sarebbero stati 21 auto elettriche e 2 milioni di immatricolazioni all’anno.
La Hyundai Ioniq 9
Però, parlando di futuro, Hyundai ha anche fatto sapere che dal 2027 inizierà a vendere i suoi primi modelli dotati di range extender, una tecnologia che sta prendendo sempre più piede in Cina e che farà registrare numeri crescenti anche sui mercati occidentali, Europa in testa.
I nuovi piani degli orientali
Restando vicini a Hyundai, Kia, brand collegato al colosso coreano, ha ridotto le previsioni di vendita di auto elettriche da qui al 2030 passando dalle precedenti 1,6 milione di vetture a 1,26 milioni.
Kia EV4 Hatchback
Come Kia, anche Toyota ha rivisto al ribasso le previsioni sulle auto elettriche passando da una produzione di 1,5 milioni preventivati in passato per il 2026 a circa 1 milione. La Casa giapponese ha anche detto che gli obiettivi 2030 restano invariati ma non sono “obbligatori”. Sono diventati piuttosto un target a cui ambire.
La piattaforma della Toyota bZ4X
Honda, sulla stessa lunghezza d’onda, ha affermato che nel 2030 le vendite di auto elettriche non rappresenteranno il 30% del totale come affermato e che in gamma i veicoli ibridi aumenteranno il loro peso specifico per consentire al brand di essere più competitivo a livello globale.
La nuova Mercedes CLA elettrica
Come reagisce l’Europa al mercato
In Europa la tendenza è analoga. L’elettrificazione non si rinnega ma la transizione rallenta. Stellantis sarebbe dovuta diventare un gruppo esclusivamente elettrico in Europa entro il 2030 ma ha ritrattato dicendo che i tempi saranno per forza i se più lunghi e che a listino resteranno anche molte ibride. Tra i suoi marchi, a dirlo apertamente c'è stata Alfa Romeo.
Lo stesso hanno detto Volvo e Mercedes, per quanto la Casa della Stella non ambisse ad essere elettrica al 100% da qui a 5 anni.
La BMW iX3
Tante altre sono i costruttori che stanno rivalutando un futuro multialimentazione, tutte consapevoli che il futuro sarà elettrico, ma che serve più tempo di quanto previsto. Tra queste ci sono il gruppo Volkswagen, Renault e BMW, che in realtà con l’arrivo della piattaforma Neue Klasse, che è elecrtric first ma che può accogliere anche motori termici si prepara a presentare nei prossimi anni 40 vetture di nuova concezione per mantenere il vantaggio sulle concorrenti direte da qui al 2035.
Fotogallery: Hyundai Ioniq 6 N
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