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Come funziona il passaporto Kia che traccia e “cura” le batterie
La Casa coreana introduce il documento digitale per garantire trasparenza, efficienza della manutenzione e diagnosi degli accumulatori

Foto di: Kia

Di: Roland Hildebrandt
Tradotto da: Riccardo Ciriaco
13 ott 2025 alle 11:00
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Kia Europe avvia i primi test pubblici di un passaporto digitale per batterie in grado di monitorare ogni singola cella in tempo reale. L’obiettivo è aumentare la trasparenza e la tracciabilità degli accumulatori per veicoli elettrici, offrendo vantaggi in termini di sicurezza, manutenzione e sostenibilità. Così la Casa coreana diventa una delle prime a sperimentare una tecnologia di questo tipo.
Cos’è il passaporto digitale
Il batterie pass consente di controllare costantemente lo stato di salute della batteria (SoH), effettuare diagnosi di riparazione in tempo reale e garantire una tracciabilità completa lungo l’intero ciclo di vita.
Per gli automobilisti, significa maggiore durata, minori costi di manutenzione e più fiducia nel momento in cui si compra o vende un’auto elettrica usata.

Il passaporto delle batterie per auto elettriche di Kia
Foto di: Kia
Per sviluppare il servizio, Kia ha creato un’unità interna dedicata, che coordina esperti di diversi reparti e partner della catena del valore delle batterie. L’obiettivo è andare oltre i requisiti imposti dalle normative europee, integrando nel passaporto dati aggiuntivi relativi alla sicurezza.
Il marchio coreano prevede di rendere il servizio disponibile entro febbraio 2027 su tutti i modelli elettrici e ibridi venduti in Europa, in linea con l’entrata in vigore dell’obbligo di passaporto digitale previsto dal regolamento Ue sulle batterie.
Il test in Germania con il Kia EV3
Per la sperimentazione, Kia ha utilizzato una EV3 dotata del sistema di monitoraggio delle celle Dukosi, importato dalla Corea e testato in Germania. L’auto è in grado di raccogliere dati in tempo reale su ogni cella e caricarli nel passaporto digitale.
Una volta registrate, le informazioni possono essere consultate tramite il sistema infotainment da parte di automobilisti, tecnici o autorità di controllo. Dopo ogni intervento di manutenzione, il sistema si aggiorna automaticamente, garantendo precisione e tracciabilità nell’intero ciclo di vita della batteria.
Fotogallery: Kia EV3 e passaporto per batterie

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Fonte: InsideEVs
Il test è stato condotto in collaborazione con la Technische Universiteit Delft, coordinato dal gruppo Hyundai Motor (che comprende Hyundai, Kia e Genesis) e supportato da una piattaforma pilota dell’organizzazione olandese TNO. La parte tecnica è stata curata da Hyundai Mobis e dalla stessa Hyundai Motor Group.
Vantaggi e prospettive future
Il monitoraggio a livello di cella offre numerosi vantaggi rispetto ai sistemi tradizionali, che analizzano solo il modulo nel suo complesso. Tra i benefici:
- individuazione precoce dei problemi e riparazioni mirate
- sostituzione di singole celle invece dell’intero modulo
- maggiore trasparenza nel mercato dell’usato elettrico
- facilitazione del riciclo e del riutilizzo delle batterie, con una conseguente riduzione dei rifiuti
Secondo Kia, questo approccio potrà diventare uno standard di riferimento per il settore, dimostrando come sia possibile trasformare gli obblighi normativi in vantaggi concreti per i clienti.
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