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Abbiamo costruito troppe fabbriche di batterie per auto elettriche

Il rallentamento della domanda sta portando a un eccesso della produzione di accumulatori

Too Many EV Factories
Foto di: Ralph Hermens

Secondo un nuovo report della società di consulenza AlixPartners, la produzione mondiale di batterie per auto elettriche supera la domanda in ogni grande mercato. In Nord America, l’offerta è 1,9 volte superiore; in Europa il rapporto sale a 2,2 e in Cina si registra, addirittura, un eccesso pari a 5,6 punti.

In più, coi dazi che limitano l’esportazione di veicoli e componenti cinesi, per i fornitori locali è un momento delicato. E, spiega il vicepresidente senior del gruppo, Rohit Gujarathi, la situazione non è rosea da nessuna parte.

“Su scala globale, cinque o tre volte fa poca differenza. Ovunque si guardi, la capacità produttiva supera di molto la richiesta”.

Sempre colpa del prezzo iniziale

Anche il Nord America, che sembra messo meglio sulla carta, presenta criticità: la produzione locale di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), più economiche e longeve seppur meno dense di energia, è ancora limitata.

Al momento non ci sono nemmeno grandi incentivi a costruire fabbriche, perché gli impianti esistenti sono sovradimensionati. L’eccesso produttivo è frutto anche delle politiche locali: incentivi statali in Cina, sostegni statunitensi, regolamenti ambientali stringenti nell’Unione europea. Il nodo principale, però, non cambia: i consumatori non rispondono alla crescente offerta di auto elettriche come, invece, si aspettavano costruttori, esperti e legislatori.

Impianto di batterie Ultium Cells LLC a Warren, Ohio

La capacità di produzione delle batterie per veicoli elettrici supera di gran lunga la domanda, mettendo l'industria sotto pressione.

Il problema principale rimane il prezzo iniziale.

“Ciò che interessa agli automobilisti è: ‘Quanto mi costa il veicolo?’”, spiega Gujarathi.

“Dal loro punto di vista, nella maggior parte dei casi l’acquisto non è economicamente conveniente, soprattutto ora che molti incentivi governativi sono stati rimossi”.

Nonostante la disponibilità di modelli faccia calare i prezzi, i costi di produzione e delle materie prime restano elevati, con le aziende che non possono vendere sotto costo. Questa instabilità sta già mettendo sotto pressione i produttori di batterie.

Peggio negli USA

La situazione si complica ulteriormente negli Stati Uniti, che hanno eliminato il credito d’imposta federale e allentato gli standard sulle emissioni che spingevano le Case verso le zero emissioni. Il risultato sarà probabilmente una contrazione del mercato, anche se è difficile prevederne l’entità con esattezza. I dati più recenti non sono incoraggianti e risultano persino gonfiati dell’ondata di acquisti anticipati da parte di consumatori che volevano accaparrarsi i crediti federali prima della scadenza del 30 settembre.

Un grafico della domanda prevista per i tipi di propulsori dei veicoli.
Un grafico della domanda prevista per i tipi di propulsori dei veicoli.
Foto di: InsideEVs

Un mercato in calo non aiuterà certo il rapporto tra produzione e domanda. AlixPartners prevede che entro il 2028 il rapporto salirà a 2,4 e rimarrà su livelli simili fino al 2030. È la conseguenza di una revisione sostanziale delle aspettative sulla diffusione dei veicoli elettrici negli USA: la previsione per il 2030 è passata dal 36% al 18% delle nuove vendite di auto, pari a un crollo del 50%.

Questo porterà, molto probabilmente, a ulteriori cambiamenti nel settore delle batterie, con operazioni come la recente da parte di General Motors della quota di uno stabilimento con LG Energy Solution. Gujarathi si aspetta anche che negli Stati Uniti vengano avviate produzioni locali di batterie LFP, per ridurre i costi.

GM prevede di utilizzare batterie LFP nella nuova Chevy Bolt. Resta però da capire se la domanda per vetture a basso costo crescerà veramente. Alcune aziende stanno già cercando di convertire parte della produzione per utilizzare le batterie nei sistemi di accumulo energetico. Ma, qualunque sarà la strategia scelta, l’incertezza del mercato influenzerà la futura accessibilità dei veicoli elettrici.

“Questo significa frenare alcuni investimenti”, afferma Gujarathi. Le aziende devono essere pronte a cambiare tecnologie, chimiche delle batterie e piani di prodotto man mano che la situazione evolve.

“Al momento tutti sono in una fase di attesa, perché il terreno sotto i piedi continua a spostarsi”.